In the age of globalization

Di Marco Federico

Italy, as a strategic point in the Mediterranean Sea, is the first landing of the migration flux for the people coming from Africa and Asia. Because of that, Italy is the first and most important Country if we want to fight criminality coming from the coasts of the same continents. Now, we try to analyze the problem inland about this restless flux.

FLUSSI-MIGRATORI-mappa

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Criminalità organizzata ed immigrazione

Di Gabriella Gagliardini

 

Con un’operazione brillante della polizia sono stati tratti in arresto, giorni fa, alcuni elementi affiliati ad Al Qaida, compreso un Imam pakistano di Bergamo,  tale Hafiz Muhammed Zulkifal e un altro personaggio di spicco, Sultan Wali Khan, capo spirituale della comunità pakistana con sede ad Olbia, Sardegna. I due, arrestati insieme ad altri otto sparsi in 6 regioni italiane, avevano contatti tra di loro ed erano legatissimi ad Osama Bin Laden. La rete criminale, che procedeva con lo stile e le finalità di Osama, raccoglieva fondi e materiale umano da destinare agli attentati terroristici; cosa che si è potuta appurare dopo anni di indagini ed intercettazioni.

La questione più sconcertante e che desta reale preoccupazione è che tale organizzazione terroristica introduceva pakistani ed afghani in Italia, insieme agli immigrati, che venivano istruiti sull’atteggiamento da seguire con le autorità; erano forniti di documenti falsi al fine di farli risultare provenienti da paesi in guerra, con conseguente diritto di richiedere asilo politico nel nostro Paese. Gli stessi erano anche dotati di telefoni cellulari, Sim card, ed altre istruzioni per lo scopo.

Da intercettazioni è anche emerso che 2 kamikaze,  pronti al martirio, sono entrati in Italia, pare con l’intento di colpire il Vaticano.

Fortunatamente 10 persone sono state assicurate alla giustizia, ne mancano 8 della stessa organizzazione, ma  non sappiamo, al momento quanti altri clandestini, con vocazione al terrorismo, sono sbarcati in Italia, dato il flusso spropositato di quest’ultimo periodo. La situazione è altamente delicata e pericolosa, abbiamo visto che la malavita si serve dell’immigrazione per i suoi scopi, mescolando alcuni loro affiliati in mezzo a migliaia e migliaia di poveracci che tentano la fortuna per mare e, allo stesso tempo, vengono sfruttati dalla criminalità organizzata perché viene richiesto loro un prezzo da strozzinaggio per la traversata. I meno fortunati, oltre ad essere derubati, trovano anche la morte prima di giungere alla destinazione agognata.

La proposta di Renzi di abbattere le imbarcazioni,  a nostro avviso, sembra essere un palliativo perché ci troviamo a fronteggiare una criminalità senza scrupoli e senza problema di liquidità; perdere un’imbarcazione e comprarne altre 10 sarebbe un gioco da ragazzi, l’enorme flusso non si placherebbe di certo! Inoltre, sempre dalle intercettazioni,  è emerso che l’organizzazione possiede armi in quantità quindi, riflettendo su questo punto per un momento, che accadrebbe se ogni clandestino sul territorio italiano venisse dotato di un’arma? Con il numero crescente in maniera esponenziale di presenze di extracomunitari in Italia si sta rasentando l’invasione ed una preoccupante, potenziale occupazione della nostra Patria. È il preludio di una terza guerra mondiale? Proprio nella nostra era moderna caratterizzata da tante belle parole, ma tanti pochi fatti concreti? Proprio nell’era in cui tutti sembrano filosofeggiare,  dove gli “opinionisti”hanno creato un nuovo lavoro e dove tutti credono di dare le soluzioni ai grandi problemi? Sarebbe un ritorno al passato, un ritorno alle armi, un procedere con il passo del gambero, un fallimento del tanto decantato progresso!

Gli esseri umani rimangono sempre uguali, il loro comportamento non progredisce, sono litigiosi, non riescono ad accordarsi su niente perché la loro presunzione fa credere loro di possedere la verità. Il problema va affrontato alla radice, prendendo “il toro per le corna”, cercando di smantellare completamente la rete dei parassiti che si arricchiscono a discapito dei bisognosi. Facendo finta che il problema non esista o sminuendolo si continua a fare il gioco dell’organizzazione criminale che appaga le sue bramosie in modo indisturbato e continuativo.

La minaccia di guerra si sta materializzando in Italia

di Gabriella Gagliardini

 

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In seguito agli ultimi arresti di alcuni appartenenti all’associazione terroristica conosciuta col nome di Isis, in Italia si sta materializzando la minaccia enunciata tempo fa dagli stessi criminali, ma non presa in considerazione alcuna da chi di dovere. Nel nostro Paese esistono già mappe dei covi dell’Isis: Liguria, Veneto, Lombardia, Toscana, Puglia e Lazio. Da queste regioni situate tutt’intorno all’Italia, vengono reclutati anche soggetti per iniziarli alla guerra “santa”, o meglio sacrificarli per una causa assurda. Molto spesso si reclutano anche minorenni per poi mandarli in Siria a morire ammazzati, spezzando la loro vita per qualcosa che non fa parte della nostra cultura, per cosiddetti ideali che non ci appartengono e che non condividiamo da secoli. Che spinge questi giovani verso il terrorismo? Forse tendenza al protagonismo, noia, mancanza di valori, o assenza del nucleo familiare? Opterei, piuttosto, per quest’ultima ipotesi, la più probabile; infatti, stiamo assistendo ad un dilagare del nichilismo, la famiglia di un tempo appare disgregata e sempre più in crisi, i nostri valori religiosi italiani, che ci identificavano come un popolo della Chiesa Cattolica Romana, si sono dileguati al vento. Che cosa insegnamo ai nostri figli? Stanno crescendo pieni di “nulla”, completamente tecnologicizzati, ma privi dell’essenziale, di quei valori altamente nobili di cui, un tempo, eravamo fieri.

Che misure vengono prese per ostacolare questa minaccia che, sempre più, si concretizza? La percezione, nella gente comune, è quella di un menefreghismo assoluto da parte delle Istituzioni che tendono a minimizzare il reale problema, forse per non diffondere il panico? Auspichiamo vivamente che sia questo il motivo e che ci sia, dietro le quinte, un intricato lavoro d’intelligence che tiene sotto controllo la situazione, alquanto precaria. Oppure si minimizza il problema quando non lo si vuole affrontare per incompetenza, ignoranza o altri motivi occulti?

Siamo sicuri che il recente disastro aereo della compagnia Germanwings sia stato un incidente? Escludendo avaria o incompetenza del personale, rimane il malore di entrambi i piloti oppure un probabile “martire” terrorista che li ha uccisi prendendo il comando dell’aereo, escudendo ogni forma di S.O.S., indirizzando il velivolo contro la parete della montagna.

Qualunque sia la risposta, la minaccia terroristica va contrastata, lavorando a stretto gomito con la magistratura che, almeno per una volta, dovrebbe assicurare alla giustizia i personaggi pericolosi, già segnalati dai servizi segreti e dalle Forze dell’ordine. Inoltre, i controlli di chi sbarca sulle nostre coste dovrebbero essere seri e scrupolosi e, magari, rimandare alla propria terra madre chi potrebbe infiltrarsi in Italia per compiere atti terroristici.

I delinquenti dell’Isis ci hanno avvertito dichiarandoci guerra e, in tempo di guerra, le frontiere vanno chiuse o, quantomeno,  presidiate.

 

 

Parties in 2015

from Simon Baptist
 
 
Greece goes to the polls on January 25th, with a chance that the anti-austerity, populist Syriza party could finish first and form a government, which could cause earthquakes in finance and politics across Europe. However, it is not just Greece. There are 11 elections being contested in Europe in 2015, and in many of these elections populist parties look set for strong performances. By winning elections and forcing mainstream parties into previously unthinkable alliances, they could also cause political earthquakes.

There is more to the rising tide of populism that economic doldrums. Populist parties have been doing well in countries with high income and relatively low inequality—like Denmark and Sweden—as well as in the Eurozone periphery. Europe’s newly energised populist parties also span the political spectrum from left to right to indeterminate. The decades-long decline in electoral participation and trust in politics seems to be coming to a head, with uncertain consequences

Parigi: è guerra!

di Gabriella Gagliardini

 

In meno di 24 ore la polizia francese ha identificato i due terroristi islamici, probabili autori di un atroce delitto di strage alla redazione del giornale “Charlie Hebdo”. I due delinquenti sono fratelli, Chérif e Said Kouachi, di 32 e 34 anni rispettivamente. Chérif era già noto negli ambienti di polizia per essere stato un membro della cellula detta “Buttes-Chaumont” operante nel XIX arrondisment di Parigi, da 10 anni. In tale ambiente si arruolavano giovani allo scopo di inviarli in Iraq a combattere. Nel 2005 la “Buttes-Chaumont” venne smantellata e nel corso di perquisizioni vennero trovati dei documenti di viaggio, biglietto aereo per Damasco ed istruzioni all’uso di un kalashnikov appartenenti allo stesso Kouachi.  Chérif,  ancora ventenne, era stato descritto come un ragazzo sbandato, senza meta, dedito al consumo di hashish che si procurava con i guadagni derivanti dalle consegne delle pizze a domicilio. Ad un certo punto della sua vita, Chérif ha incontrato Farid Beneytton,  un Imam dallo sguardo etereo che “lo ha fatto sentire importante ” (secondo le sue stesse dichiarazioni).

Chérif è stato condannato nel 2008 a 3 anni di reclusione, due anni dopo la sua uscita dal carcere, il suo nome ricompare in un progetto di evasione di Smain Ait Ali Belakacem,  membro del gruppo armato algerino (GIA), condannato a reclusione a vita per l’attentato alla stazione Museo d’Orsay a Parigi (1995).

Oggi, 9 gennaio 2015, a Parigi, Porte de Vincennes altra sparatoria in un supermercato ebraico, con presa di ostaggi. L’autore dell’ulteriore atto terroristico è Amedy Coulibaly,  trentatreenne di colore, pesantemente armato; il terrorista si è avvalso della collaborazione di una donna, tale Hayat Boumeddiene di 27 anni. Coulibaly ha pesanti precedenti per traffico di droga ed atti violenti, inoltre, è anche l’assassino di una poliziotta,  il giorno 8 gennaio precedente.

Sempre questa mattina, i due fratelli Kouachi, ricercati dalla polizia francese, si sono asserragliati a 40 km. da Parigi, a Dammartin, con un ostaggio.

Pare che Coulibaly appartenesse alla stessa cellula di Buttes-Chaumont a cui era affiliato Chérif, probabilmente avevano studiato insieme il piano di attacco al giornale ed al supermercato.

Chérif,  come tantissimi altri giovani che cadono nella rete degli integralisti mussulmani e terroristi, si preparava da 10 anni ed era stato ben addestrato ed istruito, o meglio plagiato a dovere da altri fanatici criminali che solitamente inculcano il loro pensiero , ma che si guardano bene dall’ andare in prima linea al posto dei loro allievi!

Questo atto atroce per uno stato democratico,  da condannare senza “se” e senza “ma”, ha aperto una voragine nella sicurezza di ogni cittadino europeo che, difficilmente, si potrà colmare. È possibile che due persone alla redazione di Charlie Hebdo e due persone al supermercato possano mettere sotto assedio una città come Parigi? Eppure sembra proprio che stia succedendo, sotto gli occhi di tutto il mondo che sta seguendo la diretta.

Magdi Cristiano Allam, interpellato, sottolinea l’assoluta importanza di monitorare, senza leggerezza, le moschee in Italia o tutti quei luoghi, compreso internet,apparentemente innocui, ma che hanno lo scopo di reclutare ed istruire tutti questi giovani mussulmani “sbandati” come Chérif. Infatti,  sempre a detta di Allam, l’arma più temibile è a monte, non è il kalashnikov, ma il lavaggio del cervello che viene praticato su tali giovani ignari di ciò che li attenderà in seguito. Sembra che il tempo non sia molto importante, come la vendetta che è un piatto che si consuma freddo, questi addestramenti durano decenni, è il caso di Chérif Kouachi che, probabilmente, avrà avuto presente quel  motto arabo :”es-sabrou miftahou el faraj,”  la pazienza è la chiave della felicità,  che conferma lo stile di vita degli arabi stessi. Ad ogni modo,  la meta che vogliono perseguire comincia a delinearsi sempre più chiaramente, quella dell’islamizzazione europea e mondiale. Parigi, in assetto da guerra, mostra uno spettacolo angosciante ed inaccettabile ai nostri giorni, dalla caduta delle torri gemelle a New York è iniziata la guerra islamica contro il resto del mondo, e lì è finita la nostra vita di uomini liberi; si sono succedute stragi di cristiani in Africa durante funzioni religiose, stragi di cristiani dappertutto, ora l’Europa è sotto il mirino dei terroristi islamici, oggi sono stati colpiti gli ebrei con l’assalto al supermercato ebraico.

Non bisogna sottovalutare la questione parlando, superficialmente, di cellule isolate; anche cellule isolate sono in grado di fare grandi danni; riprendendo il concetto di “lavaggio di cervello” , una volta che tali aspiranti sono robotizzati, è facilissimo innescare la miccia tramite rete, per esempio, a chiunque e dovunque si trovi, sia esso isolato o in gruppo. Tutta l’Europa è a rischio, compresa l’Italia dove ha sede il Vaticano e il Papa, acerrimo nemico per l’islamismo radicale. Ci  sono già state minacce in tal senso, ci dobbiamo solo affidare all’intricata attività di Intelligence e pregare per la sua buona riuscita. 

 

Manufactoring powers

by Simon Baptist

 

One of the major forces reshaping global business is that of rising wages in China. Nominal wages have been rising at over 10% a year in every year since 1997: Chinese workers are still much cheaper than those in, say, the United States, but the gap is closing rapidly. China has managed to create such a dominant position in global manufacturing supply chains, despite rapidly increasing wages, partly because of its infrastructure, but also because productivity growth has been unusually rapid. »» Manufactoring powers

A predictable earthquake

by Simon Baptist
 
Voters in the European Union sent a strong message last week, with populist and eurosceptic parties topping the polls in a number of countries, most notably the Front National in France and the UK Independence Party in the UK. It is important to keep this in perspective, though. While the elections will bring domestic political instability to France and the UK, in many countries mainstream parties dominated, for example in Germany and – encouragingly – in Italy.

This largely reflects how citizens feel about how their countries are being managed at the national level: where they are happy, mainstream parties did well. It has been clear for a long time that mainstream parties in France and the UK are failing to connect with their electorates, leaving the way open for the insurgents to fill the political vacuum. »» A predictable earthquake

Dark intrigues in Italy

di Gabriella Gagliardini

Yesterday, 19th May 2014 a worrying broadcast, anchored by Alessandro Banfi on Rete 4, resumed all the steps about the presumed financial plot against Italy.

Banfi, a good journalist, anticipated the whole matter, last year, in another broadcast by the title “The big Speculation”, starting from the American financial crisis of 2008 until nowadays. By the previous broadcast Banfi highlighted several anomalies about speculation against our Country. The whole broadcast was documented by witnesses and opinions of famous economists in the world who presumed a big speculation planned and accomplished for Italy damage. »» Dark intrigues in Italy

Oscuri intrighi nel territorio italiano

di Gabriella Gagliardini

Ieri, 19 maggio 2014, una trasmissione inquietante, condotta da Banfi su Rete 4, ha riassunto tutte le tappe del presunto complotto economico ai danni dell’Italia.

Alessandro Banfi, giornalista autorevole, aveva già anticipato l’intera faccenda un anno fa in un’altra trasmissione dal titolo “La Grande Speculazione” , partendo dalla crisi economica americana del 2008 fino ai nostri giorni. Con la trasmissione precedente Banfi aveva messo in luce parecchie anomalie speculatrici ai danni del nostro Paese. Il tutto era correlato da testimonianze ed opinioni di illustri economisti mondiali che presupponevano, appunto, una grande speculazione ideata e portata a compimento ai danni dell’Italia. Con la trasmissione “La Grande Speculazione 2” di ieri, lo stesso Banfi completava ciò che aveva sostenuto in precedenza, forte dei nuovi sviluppi dell’intera questione, grazie al libro di Alan Friedman “Ammazziamo il gattopardo” e al libro di Timothy Geithner (Stress test), entrambi sostenitori dell’esistenza di un complotto antidemocratico per far cadere l’unico governo eletto dal popolo, quello di Silvio Berlusconi, eliminando anche lo stesso leader dalla scena politica.

“Tutti sanno che alla fine il Presidente della Repubblica ha messo Mario Monti al posto di Berlusconi. Ma non tutti sanno quanto Giorgio Napolitano si era preparato, e da quanto tempo. Stando ai fatti documentati e anche ad autorevoli ricostruzioni e testimonianze raccolte dai diretti interessati, il presidente della Repubblica, presumibilmente animato da senso dello Stato, ha comunque messo in moto una serie di eventi che l’avrebbero portato oltre un’interpretazione del tutto corretta o restrittiva della Costituzione……Verso la fine del 2011, il Presidente ha,di fatto, commissariato il governo e ha cambiato il primo ministro. Così. Nel pieno di una crisi dell’euro che toccava l’Italia. Ma l’ha fatto senza consultare il Parlamento”. »» Oscuri intrighi nel territorio italiano

Il Re Giorgio ignora

di Gabriella Gagliardini

Il tesoriere di Stato americano Geithner, del primo governo Obama, ha svelato un complotto dei rappresentanti europei per far cadere Silvio Berlusconi in Italia. Il medesimo ministro, che non si tratta di qualcuno di tendenze destroidi, ha avvalorato la sua dichiarazione in un libro (intorno alla pagina 500), letto in diretta da Maria Luisa Rossi Hawkins, corrispondente da New York, nella trasmissione  Matrix di martedì scorso. Rivelazioni quanto meno imbarazzanti e gravissime per un Presidente che dice di ignorare i giochini del “gruppo Merkel”;  anche Alan Friedman, nel suo libro, ampiamente documentato ed avvalorato da testimoni illustri, ha rivelato che Napolitano si stava preparando alla manovra di sostituzione del capo del Governo eletto dal popolo sovrano,Silvio Berlusconi, con Mario Monti eletto da lui stesso. Tutto questo prima dell’evento verificatosi in Novembre, ben sei mesi prima, quando la bufala dello spread non era ancora arrivata. Sorge, nell’immediato, una grande contraddizione da parte di Napolitano: prima sapeva troppo ed ora non sa? A giugno aveva la palla di vetro ed ora la palla di vetro si sarà certamente offuscata dal momento che ignora tutto……

Certo che la performance economica del “Deus ex machina” Mario Monti è stata penosa e se non avesse frequentato la Bocconi potremmo dire di trovarci in presenza di uno sprovveduto o di un perfetto ignorante in economia poichè ha affossato l’Italia in modo mostruoso e repentino. Forse si trattava di un programma prestabilito? Ai posteri l’ardua sentenza…., ma possiamo dire che molte cose, ignorate anche se presupposte, stanno venendo a galla e che sono coincidenti e non contraddittorie tra di esse.

 Silvio Berlusconi non è forse stato condannato quasi per un processo alle sue intenzioni, “perchè era impossibile che non sapesse”? La legge è uguale per tutti o vale solo per Berlusconi? In tal caso i giuristi dovrebbero rivedere il codice penale perchè qualcosa non quadra.

Certo è che un capo di Stato deve sapere tutto ed è responsabile dello Stato stesso, non si può trincerare dietro un banale “non so niente”, tutto questo non è ammissibile. Napolitano ha anche dichiarato che Silvio Berlusconi si è “dimesso liberamente e responsabilmente”, certo, ma con la macchina distruttiva che era già stata azionata e con il piattino avvelenato pronto sul tavolo!

L’attuale periodo storico ha il sapore di un altra guerra fredda, una guerra economica  che la Germania ha tutto l’interesse di portare avanti e di non lasciare la presa dal momento che trova appoggi in personaggi italiani che dell’Europa hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Personaggi che, anzichè sentire il patriottismo per l’Italia sentono l’inebriante ed irresistibile profumo del potere e del denaro, a discapito di tutto e di tutti.