Archive for giugno, 2011

La rotta della coca sta cambiando

di Gabriella Gagliardini

La cocaina, secondo l’OEDT (Osservatore Europeo delle Droghe e Tossicomania), è la seconda droga più consumata a livello europeo; i consumatori regolari sarebbero 5 milioni in Europa e 14 milioni di adulti europei ne avrebbero fatto uso almeno una volta. Il prezzo della cocaina è in costante ribasso, data la saturazione del mercato.

Secondo l’ONU, nel 2009, la produzione di cocaina era stimata a 1 migliaio di tonnellate, sommando le produzioni di Colombia, Perù e Bolivia.

I controlli, sempre più serrati per intercettare il traffico di sostanze stupefacenti, hanno costretto i trafficanti a cambiare il loro tragitto; ora i cartelli della droga costruiscono sottomarini a motore diesel, in legno e poliestere, con una capienza che arriva a 8 tonnellate di cocaina che viene trasportata attraverso il Golfo del Messico verso gli USA.

Per quanto riguarda l’Europa, i controlli negli aeroporti delle grandi città europee hanno spinto i trafficanti ad attraversare l’Africa occidentale. La cocaina lascia le coste colombiane e venezuelane nascosta in imbarcazioni veloci, equipaggiati di motori di grossa cilindrata, per arrivare il più presto possibile in acque internazionali dove, in alto mare, avviene il trasferimento della merce su cargo arrugginiti o velieri, diretti verso l’Africa. In queste imbarcazioni la quantità non supera le 3 tonnellate.

Gli stati dell’Africa occidentale, oltre al traffico, sono interessati anche al consumo di cocaina; inoltre, si sospetta che la cocaina sia destinata anche a finanziare il terrorismo islamico attraverso il Sahel, con destinazione Spagna, tramite lo stretto di Gibilterra.

Il 10 dicembre scorso sono stati arrestati 6 trafficanti di droga internazionali il cui capo,” sultano Ould Bady”, controllerebbe una delle più grosse reti di traffico di cocaina attraverso il Sahara. Lo stesso sarebbe anche implicato nel rapimento di europei per conto di Al Qaida nel Maghreb islamico.

Oltre a Bin Laden c’e` anche Cesare Battisti

di Gabriella Gagliardini

Morto Bin Laden, una notizia sconcertante da parte del governo brasiliano che non ha rispettato i patti internazionali di estradizione, quella della liberazione di Cesare Battisti. Un pluriassassino come Bin Laden, almeno, giustificava gli eccidi con il rispetto del Corano; Cesare Battisti non ha nemmeno il pudore di giustificarsi, incurante di tutto e di tutti, e` beffardo nel suo sorriso ironico e vincente, sembrerebbe un ghigno di qualche spregevole essere oscuro. Bin Laden ha ucciso, o meglio, fatto uccidere migliaia di persone, ma quando si toglie la vita a qualcuno non e` importante il numero (semmai potrebbe costituire un aggravante), ma il fatto stesso di uccidere, di macchiarsi del sangue di un essere umano e gettare nella disperazione intere famiglie , continuando a sorridere; il tutto ha un certo non so che di animalesco, di abominevole. Tutto cio` il governo brasiliano sembra non capirlo, sembra difendere quell’essere spregevole, colpevole di quattro omicidi a freddo e di aver condannato alla sedia a rotelle, a vita, un bambino che aveva assistito alla morte di suo padre per mano di quello stesso individuo. Sembra che la crudelta` non abbia limiti e non si potrebbe neanche dare a Battisti l’attenuante di essere incapace di intendere e di volere o di esserlo stato all’epoca dei suoi “prodi” delitti. La politica, applicata dallo Stato brasiliano, non dovrebbe essere neanche presa in considerazione da nessuno stato; infatti un delinquente di tale specie, di qualunque colore esso sia, rimane un volgare assassino e solo per questo deve scontare la sua pena. Purtroppo oggi si vanno a perseguire dei reati minori, che magari fanno scoop, ma si tralasciano questi reati gravissimi come se non ci fosse  niente di male!

Si vergognino i responsabili della barbara decisione di dichiarare il Battisti un uomo libero, si sono resi complici di un pluriomicida!

Per chi ha una fede che va aldila` delle vicende terrene sa benissimo che Cesare Battisti, quando arrivera` la sua ora, dovra` scontare tutto il male fatto sulla terra e da la`, di certo, non potra` piu`scappare.

Servizi Segreti: disequilibrio nel Mediterraneo…

di Marco Federico

Già da qualche tempo, ci sono osservatori dislocati nelle aree più nevralgiche del mediterraneo, che informano chi di dovere: il proprio governo e gli alleati della coalizione Nato. Per questo motivo, mai come adesso, diventano necessarie sinergie ed interazioni tra i servizi di informazione-Nato. Il mondo appare sempre più piccolo e vicino…L’Europa sempre più frazionata sulle questioni di economia mondiale e di politica internazionale.

Negli ultimi due anni è emersa sempre più la grande difficoltà di dialogo e di condivisione, ci sono nuove forze emergenti che rivendicano la propria identità e leadership in seno a questa Europa che fatica a ritrovare la propria identità.
 
Quale mondo si sta preparando per le generazioni future?
 
Dagli ultimi eventi scaturiti dal Nord Africa, si profilano gruppi ed organizzazioni terroristiche emergenti che vorrebbero approfittare della situazione venutasi a creare nel Mediterraneo e, soprattutto, in Europa.
 
Viviamo un senso di ingiustizia diffuso che aggrava la condizione di povertà in continua espansione, un degrado sociale che potrebbe alimentare il terrorismo internazionale e diventare strumento di chi rivendica la costituzione di un “Nuovo Ordine Mondiale”.
 
Intanto i musulmani sono già arrivati nel continente europeo e le radici giudaico -cristiane appaiono sempre meno stabili ed in procinto di cadere nella rete del nuovo califfato che avanza. Forse sarà come nel 1683? Ma, questa volta, avremo un frate come Marco D’Aviano?
 
Esiste un comune denominatore dietro questi fatti?
 
Chi c’è “dietro le quinte” del Sistema Bancario Internazionale?

Geniale iniziativa nella zona di Herat in Afghanistan

Uno dei nobili compiti dei nostri italiani all’estero, in missione di pace, è quello di far progredire e fornire una certa autonomia al Paese martoriato da continue battaglie.

Un’iniziativa strategica e geniale è quella di promuovere la piantagione di zafferano al posto della coltivazione del papavero da oppio.

I nostri soldati italiani hanno distribuito, in quella terra straziata, oltre 60 tonnellate di bulbi di zafferano e 2.000 ettari di terra sono già stati piantati.

L’iniziativa sta dando i suoi frutti, il terreno coltivato a papavero da 2000 ettari si è ridotto a 500 ettari, in 5 anni.

La rendita dello zafferano, dati i suoi costi elevati, è superiore a quella del papavero di tre volte, pari a 9.000 dollari annui, per ettaro.

Le forti contrarietà dei talebani e dei trafficanti di droga si sono già manifestate, infatti, due camion che trasportavano bulbi di zafferano sono stati incendiati in zona fuori controllo, i rispettivi autisti uccisi.

Le consegne, generalmente, vengono fatte tramite i più sicuri elicotteri.

Auspichiamo che tali iniziative possano prendere campo e costituire  spunti interessanti da imitare da parte di quei Paesi per i quali la coltivazione dell’ oppio rappresenta l’unica alternativa di vita.

Gabriella Gagliardini

già pubblicato in www.servizisegreti.com