Archive for settembre, 2011

Servizi segreti: studi di Intelligence nelle Università statali. (A cura della Dr.ssa Claudia Cristescu)

Fonte: informativadintelligence.eu (OOISI)

Scopo: Lo scopo di tale intervista è di valutare l’importanza di promuovere Studi di Intelligence come materia accademica, come parte dei piani di studi universitari ed il bisogno di condurre ricerche nel campo degli Studi di Intelligence relative a Paesi dell’Europa Orientale.

La seguente intervista fa parte di ricerca della mia tesi di laurea: “Reforming the intelligence sector through academic education. Implications for the military higher education” che ha l’intento di delineare un piano di studi di Intelligence per le Università statali rumene. Il mio studio:

  1. Prende in esame l’istruzione di Intelligence riguardo alla sicurezza nazionale, nell’ambito delle Università statali europee e americane, considerando gli studi di Intelligence una materia o un piano di studi, prendendo in considerazione le rilevanti iniziative accademiche in materia di intelligence, anche rivelando il principale modus operandi dello studio di intelligence.
  2. Focalizza la mancanza di istruzione in materia di intelligence come vulnerabilità della sicurezza nazionale e anche riguardo al rapporto Intelligence-Università (la Comunità Intelligence-Associazione accademica) come parte critica della società studiosa moderna e del processo di Bologna per creare la EHEA (European Higher Education Area, Area di Alta Istruzione Europea)  assicurando sistemi maggiormente interagenti, compatibili e coerenti di alta Istruzione in Europa.
  3. Valuta la necessità per Studi di Intelligence di un nuovo campo di inchieste, dibattiti scolastici e programma di studi accademici nell’ambito dello studio delle Scienze sociali, basato su un nuovo contesto del  XXI secolo: il ruolo elevato di Intelligence negli affari internazionali e la sua influenza sulla costituzione dell’agenda politica, sul prendere decisioni e fare politica..
  4. La soluzione dello studio è la ricerca e gli sforzi istituzionali da compiere al fine di: a) descrivere la cornice concettuale nella quale l’Intelligence sarà studiata, considerando che gli Studi di Intelligence possono comprendere un numero considerevole di aree di diverse materie, e possono essere descritte come interdisciplinari; b)identificare gli interessati, i beneficiari ed i potenziali migliori offerenti riguardo all’istruzione, c) convalidare gli “Studi di Intelligence” come nuova qualifica da parte dell’ ACPART (Romanian National authority for establishing and regularly updating the National frame work for higher education qualifications, Autorità Nazionale rumena per stabilire ed aggiornare regolarmente il piano di lavoro per più alte qualifiche nell’istruzione)).
    Qesta intervista consta di un numero di interviste semistrutturate precedentemente ed incontri con altri esperti (rumeni  ed europei), ma anche una ricerca sociologica che implica una verifica basata su questionario, al fine di scoprire la conoscenza pubblica sulla materia “Intelligence” e le attitudini di studenti rumeni sui servizi segreti, sulla guerra, sicurezza, difesa o Forze Armate. Ho anche rappresentato un’  analisi di testi nelle librerie di ricerca accademiche, al fine di determinare la raccolta di dati sulla frequenza dell’uso dei libri su certe categorie ( intelligence, sicurezza nazionale, spionaggio, terrorismo ecc..)
    Conclusione: pubblica apatia, discriminazioni, pregiudizi, incorretta conoscenza dell’attività di Intelligence; riluttanza dell’accademia di cooperare con la Comunità Intelligence. Gli studenti rumeni disapprovano l’introduzione di “Studi di Intelligence” nel piano di studi universitari portando i seguenti argomenti:
    -Non c’è nessuna necessità  per l’élite della futura politica (pubblici ufficiali, coloro che fanno politica o consulenti politici) che ha studiato nelle università statali, acquisire o possedere conoscenza ed abilità sull’Intelligence
    -Ogni servizio segreto ha già  i propri centri e dipartimenti interni di istruzione( come Romanian National Intelligence Academy, National Defense University, Technical Military Academy); non c’è nessuna necessità per le università statali di istituire altra materia, relativa alle questioni di Intelligence.
    Inoltre, non c’è necessità  di includere nel contesto di Intelligence l’insegnamento di relazioni internazionali, storia, legge, scienze politiche ecc.. perché –dicono gli studenti- le università statali non hanno alcun obbligo a contribuire al sapere riguardo alla storia, funzione e futuro dell’intelligence in questo paese.
    Istruzioni: Per favore, completate le seguenti domande. Le vostre risposte sono di estrema importanza in tale contesto.
    Grazie per la vostra cortese collaborazione!
    Q1. Dati i pregiudizi e le erronee interpretazioni degli studenti rumeni riguardo alle attività di intelligence, pensate che la promozione dei programmi accademici sull’attività intelligence possa essere una soluzione per il superamento dell’apatia delle persone di fronte all’Intelligence?
    (Se la risposta è “sì”)
    -A quale livello gli studi di Intelligence dovrebbero essere trattati? (scuole superiori, università, entrambi, Dottorato in Filosofia?)
    -gli studi di Intelligence dovrebbero far parte delle Scienze umanistiche (Storia); Scienze Sociali (Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Sociologia, Psicologia, Studi di Scienza delle Comunicazioni), o far parte del piano di studi della Giurisprudenza?
    Q2. Secondo voi, negli stati ex-comunisti, le università statali dovrebbero avere responsabilità nell’assicurare una conoscenza di base riguardo all’Intelligence per i cittadini o piuttosto credete che possa essere una responsabilità personale dei cittadini nell’acquisire la conoscenza scientifica circa l’Intelligence?
    Q3. Secondo voi,  i rappresentanti politici-amministrativi dell’Est Europeo dovrebbero avere capacità, competenze e conoscenze nel campo dell’Intelligence?
    Q4. Qual è l’importanza dell’istruzione di Intelligence per lo sviluppo politico della nazione?
    Q5. In che misura è importante l’istruzione di Intelligence per una carriera politica di successo?
    Qualsiasi commento addizionale:…….
    Grazie per aver dedicato il vostro tempo nel rispondere a queste domande.
    Nome di chi risponde alle domande:

 

Presentazione del Think Tank OOISI (Organigramma di Osservazione, Informazione, Sicurezza e Intelligence)

OOISI (Osservazione, Informazioni, Sicurezza e Intelligence) è un Think Tank italiano istituito a Roma nel luglio 2011 e nato da un progetto di Marco Federico (www.informativadintelligence.eu), con il fine di monitorare, raccogliere, e analizzare le informazioni d’interesse nel settore della sicurezza nazionale e internazionale a 360 gradi, con un focus speciale sulla regione Mediorientale.

Troppe cose accadono e tutti ne vogliono parlare ma pochi sanno degli eventi come realmente scaturiscono e si propagano, si estendono a macchia d’olio sul territorio nazionale ed internazionale.

Dopo il 1989, a seguito del crollo del “Muro di Berlino”, sia in Europa che in altre parti del mondo, ci sono state scosse e fluttuazioni di pensiero che hanno condotto ad erigere altri tipi di steccati, di “barriere divisorie” tra i popoli, dove la globalizzazione è, purtroppo, diventata motivo di separazione, scissione, conflitto interno ed esterno.

Inoltre, l’attuale diffusione della rete Internet e del massiccio impiego dei social network nella preparazione e organizzazione di sommosse e rivolte è stata sottovalutata e solo di recente la comunità internazionale ha iniziato a prenderne coscienza, come mostrato dai fatti della c.d. ‘primavera araba’. Benché di difficile previsione, l’osservazione delle informazioni scambiate e diffuse sui social network avrebbe fornito delle avvisaglie che avrebbero potuto lasciar presagire quanto sarebbe poi accaduto. Nessun evento, infatti, nasce dal nulla, ma si forma passando per un processo evolutivo che richiede una sua rapida identificazione.

In ogni epoca della storia ci sono stati conflitti e guerre atroci ed è per questo che il Think Tank OOISI, auspica di diventare uno strumento di conoscenza costruttiva delle realtà multiculturali e interculturali, senza schieramenti di parte per questo o altro ideale politico.

Ciò che differenzia questa iniziativa dalle altre è l’approccio e la metodologia. OOISI è, infatti, costituito da personale volontario che crede intimamente nel progetto e che si adopera per realizzare analisi attendibili di elevata qualità. A ciò va aggiunto che la metodologia impiegata non si basa solamente sull’analisi delle fonti aperte ma anche sull’interazione con i vari attori sociali coinvolti a tutti i livelli nel conflitto in divenire, inteso nell’accezione più ampia del termine.

In particolare, gli analisti dell’OOISI credono fermamente nella necessità di un ripensamento del ruolo sociale delle donne, che rivestiranno sempre maggiore importanza nella risoluzione dei conflitti, anche nell’area Mediorientale. Le analisi dell’OOISI infatti, non vogliono essere fini a sé stesse ma si propongono l’ambizioso obiettivo di anticipare gli eventi di interesse per la sicurezza nazionale e internazionale e di indicare una possibile soluzione agli stessi.

Le aree oggetto di studio e analisi ricomprendono, tra le altre, tematiche connesse al terrorismo, al crimine organizzato, alla sicurezza economica e finanziaria, alla minaccia cibernetica e alle questioni rilevanti per il comparto della Difesa. Ogni argomento verrà sviluppato con un approccio integrato, reso possibile grazie ad un team multidisciplinare di analisti. Ogni minaccia non è infatti concepita come a sé stante ma è un fenomeno dinamico strettamente correlato con altre questioni di sicurezza.

 

Colpo di scena di Abbas

New York. Lo storico intervento del presidente dell'Autorità palestinese  Abu Mazen alla sessantaseiesima Assemblea generale dell'Onu, venerdì 23 settembre 2011. Foto Ansa.

Mahmoud Abbas, meglio conosciuto come Abu Mazen, con una lettera ufficiale consegnata al Segretario Generale dell’ONU, ha chiesto il riconoscimento totale dello Stato di Palestina all’interno dell’ONU. Abbas ha, inoltre, dichiarato:” Tendiamo la mano al governo e al popolo di Israele per arrivare alla pace”. Obama, per contro, prende tempo facendo sapere che “non c’è fretta di arrivare ad una decisione imminente per un conflitto che dura da decenni”.

Tuttavia, l’ufficialità della lettera di Abbas costringe il Segretario Generale a rivolgersi al Consiglio di Sicurezza che, a sua volta, deve riunire un comitato incaricato di esaminare la richiesta ed inserire la votazione nell’agenda.

Cinque Paesi del Consiglio(Cina, Brasile, Libano, Sud Africa, Russia) hanno già manifestato la loro approvazione, mentre gli USA rimangono contrari.

Ucciso il capo di Al Qaida in Pakistan

Secondo un alto funzionario americano, questa settimana è stato ucciso il capo delle operazioni di Al Qaida in Pakistan, Abu Hafs Al-Shahri.

L’alto funzionario, che intende conservare l’anonimato, ha precisato che il decesso è avvenuto in una zona tribale nord-occidentale del Pakistan.

Gabriella Gagliardini

Mandato d’arresto internazionale nei confronti di Gheddafi

di Gabriella Gagliardini

Il Segretariato Generale dell’Interpol, con sede a Lione, ha emesso venerdì scorso un mandato d’arresto internazionale, su richiesta di Luis Moreno-Ocampo, Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI), nei riguardi di Muhammar Gheddafi, accusato di crimini contro l’umanità.

Sono stati colpiti dallo stesso mandato il figlio del dittatore libico, Seif al-Islam ed il cognato Abdullah al-Senussi.

Ben 188 stati del mondo stanno dando la caccia ai 3 fuggitivi e sembra che si stia restringendo il cerchio, stimando che la loro cattura non abbia ormai tempi lunghissimi.

Comunque, Gheddafi risulta tuttora irreperibile ed i Paesi sospettati di aver accolto il dittatore negano con viva forza. Il Colonnello, d’altro canto, fa sapere, tramite emittente radio, che non si è mosso dalla Libia.

Che cosa spera di ottenere Gheddafi prolungando i tempi? Quanto durerà questa caccia all’uomo?

Certo è che la lotta si fa più dura quando la” fiera” si sente braccata, tentando il tutto per tutto pur di salvarsi. Si spera solo che Gheddafi non metta all’0pera qualche difesa che possa essere letale per tutto il genere umano, ripetendo quel gesto di biblica memoria: “Muoia Sansone con tutti i Filistei!”