Archive for ottobre, 2012

Attenti a quei giudici!

 

 di Gabriella Gagliardini

 

La giustizia italiana si fa sempre più preoccupante e pericolosa per il buon andamento dello Stato italiano stesso. Ieri, una sentenza di ergastolo condannava Parolisi al carcere a vita, senza più alcun diritto su sua figlia. Una sentenza dura, ma inattaccabile se Parolisi fosse il colpevole senza ombra di dubbio, ma ……siamo sicuri ?! Se, come si dice, prove schiaccianti non ce ne sono, come si può privare una persona della propria libertà fondandosi solo su indizi e sul libero convincimento del giudice?

 

Per contro, un pluriomicida come Cesare Battisti, impunito e beffardo, di ergastoli non ne sconta neanche uno perché, finora, ha avuto la fortuna di godere di appoggi di quella parte politica che è contro ogni ordine interno.

 

Ancora la politica ritorna a martoriare il nostro ex Premier Silvio Berlusconi, condannandolo a quattro anni per frode fiscale, proprio lui, forse uno dei pochissimi a sostenere questa povera Italia con l’ingente contributo delle tasse che versa annualmente. L’accanimento politico è palese e neanche si fa niente per nasconderlo o rendere le apparenze meno sfacciate. Si sono inventati i più disparati reati contro Silvio Berlusconi, hanno esaurito la maggior parte del codice penale, si sono spesi fiumi di soldi per indagini e perquisizioni , distogliendo forze di polizia che avrebbero potuto spendere le loro energie per  incastrare delinquenti veri. Le accuse, ricamate dai P.M.,  si sono sempre tramutate in bolle di sapone, perché inconsistenti.

 

Giudici che tendono da una parte politica,- qualsiasi essa sia-, non possono essere chiamati tali e le loro competenze dovrebbero cessare nel momento in cui non sono in grado di esprimere un libero ed obiettivo giudizio perché troppo coinvolti emotivamente.

 

A livello teorico, tutti i libri di testo giuridici contemplano questo punto essenziale, ma a livello pratico tutti siamo testimoni di quanto esso non sia tenuto in considerazione.

 

I servizi segreti dovrebbero entrare nel merito perché l’ipotesi di una minaccia di sovvertimento interno dello Stato  è tangibile e non tanto lontana. Infatti, la stessa democrazia è messa a dura prova, col perpetuo pericolo di essere schiacciata da un pugno di persone con lo scettro in mano spinte, esclusivamente, da odi personali.