Archive for dicembre, 2012

LITVINENKO LAVORAVA PER L’MI6

di Gabriella Gagliardini

Nella nuova inchiesta aperta dalla giustizia del Regno Unito, Mosca è accusata di aver ucciso Alexander Litvinenko a Londra nel 2006.

Alexandre Litvinenko, ex agente del KGB, è stato ucciso, all’età di 43 anni, con il polonio 210, sostanza altamente radioattiva. La sua vita è terminata in seguito a sofferenze atroci dovute a radiazioni da polonio; Litivinenko si opponeva a Putin; i rapporti diplomatici tra la Russia ed il Regno Unito sono attualmente incrinati  dal fatto che i russi sono accusati di aver ucciso l’uomo che lavorava da tempo per l’MI6 inglese. Non solo, Litvinenko cooperava anche con il servizio intelligence spagnolo a cui dava informazioni sul legame tra il crimine organizzato in Russia ed il Kremlino. Il 1 novembre 2006, giorno del suo avvelenamento, Litvinenko era in compagnia di Andrei Lougovoi (ex agente dell’FSB) e di Dimitri Kovtoun( uomo d’affari russo), in una sala da té dell’hotel Millennium a Londra. Sono state trovate tracce di sostanza radioattiva sui predetti e per gli inglesi la responsabilità russa dell’assassinio è innegabile. Lougovoi, che è stato successivamente eletto deputato, ha cercato di scaricare la responsabilità sugli inglesi, ma il rappresentante del Ministero Pubblico britannico, Hugh Davies, nega che ci sia alcuna responsabilità da parte dell’MI6.

Litvinenko si era opposto a Vladimir Putin, ex capo del KGB russo,  avendolo accusato di trascurare la lotta contro la corruzione e la mafia, di essersi servito degli attentati di Mosca del 1999, attribuiti ai ceceni, per salire al potere e di aver ordinato l’assassinio della giornalista Anna Politkovskaia.

Nel 2000 Litvinenko si rifugiava a Londra chiedendo asilo politico perchè ricercato dai servizi segreti russi.

L’inchiesta giudiziaria è fissata per il 1 maggio; la Russia ha chiesto di poter  presenziare come parte interessata.

“Un infiltrato nelle acque del Mediterraneo?”

agosto 24, 2012

di Marco Federico

Signal e Communication Intelligence: un tuffo nel mare blu dove, dal silenzio delle acque più profonde, si può captare e cogliere ogni possibile segnale, immagine e suono…
Si tratta di una delicata e segreta operazione di informativa tedesca, monitorata dal KSA (Comando di Ricognizione Strategica), che però non potrebbe agire senza l’approvazione del Cancelliere tedesco Angela Merkel.
Infatti il Bundestag, si dichiara ignaro di tali manovre e sostiene che, per quanto il carattere degli interventi sia di informazione piuttosto che militare, il governo Merkel era tenuto ad informare sia il Parlamento tedesco che l’opinione pubblica. Per adesso la motonave Oker sembra impegnata contro la Siria di Assad, ma, circumnavigando nel mar Mediterraneo, non è da escludersi che possa interessarsi a “origliare”, indisturbato, per carpire segreti e informazioni altrui…Forse siamo davanti a nuove tecnologie strategiche che caratterizzeranno il ritorno della GUERRA FREDDA?.

Certamente ci troviamo in nuova era in cui l’ Intelligence risulta più che mai un ambito fondamentale sia per la Difesa che per la Sicurezza nazionale e mondiale.
 www.informativadintelligence.eu

 

Vladimir Putin chiede ad Assad di fermare i raid aerei

di Gabriella Gagliardini

Vladimir Putin avrebbe indirizzato una lettera al dittatore siriano chiedendo di arrestare i bombardamenti aerei limitandosi ad operazioni territoriali al fine di limitare le perdite dei civili. Sarebbe assurdo utilizzare l’aviazione quando i ribelli dispongono di missili terra-aria.

Secondo fonti informative Putin sarebbe partito lunedì scorso con la lettera alla volta della Turchia. La lettera, indirizzata a Bachar el-Assad, aveva lo scopo di ottenere un “cessate il fuoco”.

Anche se gli interessi economici russi in Siria erano sufficienti a giustificare il sostegno al regime di Damasco, nonostante la Russia sia la prima fornitrice di armi alla Siria e nonostante abbia a Tartus una base militare,  sembra che Putin non sia disposto a sostenere la Siria indefinitamente. Al Kremlino i pareri sono contrastanti riguardo all’appoggio alla Siria; se il conflitto svolgerà a vantaggio dei ribelli il rapporto delle forze potrebbero cambiare in Russia, in ogni caso la Russia sembra essere ferma nel punto di politica estera che parla di non-ingerenza negli affari interni di un Paese.