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11 febbraio 2013: Papa Benedetto XVI lascia il Pontificato

di Gabriella Gagliardini

 

Il giorno della ricorrenza  della Madonna di Lourdes e dei Patti Lateranensi, un’altra data storica, quella delle dimissioni di Benedetto XVI da Pontifex Maximum della Chiesa Cattolica Romana.

 

Il giorno 11 febbraio 1929 si stipulava il trattato tra Stato e Chiesa che prevedeva il mutuo riconoscimento dei diritti: “libera Chiesa in libero Stato”. Tra gli altri accordi lo Stato italiano si impegnava a proclamare la religione cristiana cattolica come religione ufficiale dello Stato procurando di istituire l’insegnamento della medesima disciplina nelle scuole italiane. Da allora sono passati 84 anni e la religione nelle scuole è diventato un’optional, la società è allo sbando, i mussulmani hanno invaso l’Italia e pretendono che i crocifissi vengano tolti dalle scuole, non sapendo che prima di loro i Patti Lateranensi mettevano fine alle incomprensioni continue tra Stato e Chiesa e si giungeva ad un accordo pacifico,  accolto benevolmente da entrambe le parti.

Benedetto XVI ha scelto la stessa data per annunciare le sue dimissioni da Santo Padre della Chiesa di Roma, non certo per sottrarsi ai propri doveri, ma per forza maggiore, data la sua età avanzata che non gli permette più di essere un buon ” servitore della vigna del Signore”. Un Papa dotato di profonda cultura, mite, un po’ schivo riguardo alla popolarità, direi timido e riservato, ma sempre con quel suo sorriso dolce e rassicurante. Un gesto, quello del Santo Padre, sofferto e accompagnato da lunga preghiera fino ad arrivare ad essere ispirato dallo Spirito Santo per prendere quella decisione importante ed insolita. “Lo ha fatto per il bene della Chiesa” ha detto Benedetto XVI e per i fedeli dovrebbe essere come il Vangelo, una decisione da accettare e non commentare. Tuttavia, i commenti sono stati anche troppi e troppo a sproposito, lo hanno paragonato anche a Celestino V ” che fece per viltà il gran rifiuto”. Non penso assolutamente che ci sia stato, nel gesto del Pontefice, un segno di sottrazione ai suoi doveri, si è dedicato completamente al servizio della Chiesa, a volte, anche sopra le forze, cosa che si poteva notare dalla sua espressione stanca e sofferente. E’ stato paragonato al Papa precedente Giovanni Paolo II, ma come gli uomini sono diversi tra loro, anche questi due Papi avevano un modo di essere differente: Giovanni Paolo II molto comunicativo, Benedetto XVI riservato, ma sempre radicato nei principi della Chiesa. La croce è stata portata da Giovanni Paolo II fino al suo ultimo respiro, Benedetto XVI non si sentiva più degno della propria missione ed aveva timore di non servire più Dio con lo stesso vigore di prima. Ognuno ha la sua croce, ma è diversa in ciascun individuo, non deve essere considerato peso minore esser costretto a lasciare il pontificato per debolezza fisica.

Gli attacchi alla Chiesa Cattolica sono stati tanti ed in continuo aumento, viviamo in una crescita costante di mancanza di valori fondamentali dell’individuo, pedofilia, matrimoni omosessuali, aborto, eutanasia, c’è un rifiuto della religione nelle scuole, nella società, addirittura nell’Europa, l’uomo si sta ponendo al centro dell’Universo, ha acquistato la stessa superbia dell’angelo del male quando si è ribellato a Dio, stiamo andando verso l’autodistruzione se tutto questo meccanismo infernale non cambierà direzione. Il Papa ha sempre affrontato i molteplici problemi che gli si sono presentati, la sua determinazione di lasciare il Pontificato è stato un atto di grande coraggio ed estrema umiltà.

Grazie Benedetto XVI per il tuo impegno nel condurre la Chiesa di Dio, non ti dimenticheremo!