Archive for maggio, 2013

Nubi tra Bruxelles e Cina

di Gabriella Gagliardini

L’Europa considera il “made in China” una concorrenza sleale, tanto che la Commissione europea è pronta a sferrare un colpo contro la Cina istituendo i diritti di dogana proibitivi sui pannelli solari cinesi e sta aprendo un’inchiesta sulle violazioni delle regole antisovvenzioni e antidumping contro Huawei e ZTE, due giganti delle telecomunicazioni. La Cina esporta l’80% della sua produzione di pannelli solari in Europa arrivando a coprire il primo posto nel mercato del pianeta. La misura contro la Cina di tassare i circa 20 miliardi di euro le merci cinesi forse, arriva in ritardo. A partire dal mese di giugno, si parla del 37% fino al 68% di tasse.

Pechino, per contro, è intenzionata a portare il caso di fronte all’OMC.

Tali misure economiche fanno arrabbiare la Germania poichè risulta il maggior esportatore europeo in Cina. A Bruxelles le tendenze sono divise, c’è chi vorrebbe ostacolare gli aiuti pubblici che permetterebbero alle grosse ditte cinesi di imporsi a basso prezzo sul mercato internazionale; altri denunciano l’ingenuità europea di fronte all’interventismo di Pechino.

La Cina è salita alla ribalta prima del previsto e l’Europa si vede costretta a proteggere le proprie industrie. Si temono, tuttavia, rappresaglie contro ditte come Alcatel-Lucent, Nokia-Siemens o Ericsson.

Tuttavia, quello che si sta programmando a Bruxelles deve ancora ottenere il beneplacito delle capitali, in primis, Berlino e la Germania ha, da sola, la metà delle esportazioni dell’Europoa verso la Cina. Pertanto cerca di evitare, assolutamente, una guerra commerciale.

In ogni modo, il Primo Ministro cinese, Li Keqiang,  il prossimo 26 maggio sarà in visita a Berlino, come sua prima tappa in Europa e non a Bruxelles.

 

(tratto da “Le Figaro”)

Festa dei lavoratori, giorno per meditare

di Gabriella Gagliardini 

Il brigadiere dei Carabinieri, Giuseppe Giangrande, servitore della Patria, colpito mentre stava svolgendo le sue funzioni, sta lottando tra la vita e la morte per riabbracciare sua figlia Martina, degna di suo padre. Il mutuo gesto di amore lega padre e figlia  aiutandoli ad andare avanti, superando i duri ostacoli della vita.

Giuseppe Giangrande, lavoratore leale, attaccato alle Istituzioni, colpito già da un destino avverso, come la scomparsa di sua moglie,  ha trasmesso i valori fondamentali della vita, in modo esemplare, a sua figlia Martina che li ha assimilati e messi in pratica. Una ventiquattrenne che dà dei punti alle persone cosiddette “mature”, esempio di come si dovrebbe condurre un’esistenza umana dignitosa, fondata sull’amore e sulla famiglia.

Proprio da qui si dovrebbe ricominciare, dalla famiglia, unita e dignitosa, che rappresenta la base su cui si fonda uno Stato civile. I valori non negoziabili dovrebbero essere rivalorizzati e difesi per affrontare al meglio l’arduo cammino dell’esistenza umana e per poter ricostruire qualcosa di solido e di positivo.

Purtroppo, i climi di odio non fanno bene a nessuno seminando solo zizzania tra i popoli; incitare le folle alla battaglia, se pur pacifica, arma sempre qualche mano di squilibrati o lucidi delinquenti. Occorre tornare indietro nel tempo, all’epoca dei nostri padri, quando si predicava amore e non odio, quando qualsiasi lavoro portava alla dignità umana e non a sottolineare la differenza negativa tra l’uno e l’altro, quando la solidarietà umana ci caratterizzava come italiani piuttosto che l’ invidia e l’insofferenza verso il prossimo, quando l’ospitalità era sacra.

Per ritornare ai nostri grandi valori occorre eliminare quella dura crosta di odio che ci siamo cuciti addosso e ricominciare ad essere disponibili verso gli altri, senza giustificare i gesti di disperati che sparano contro veri e leali lavoratori del nostro Stato italiano, ma cercando di costruire qualcosa per aiutare chi è più debole di noi, mettendo da parte infantili rimbecchi per scaricare la colpa agli altri.

Del resto, chi compra una pistola con matricola abrasa non dovrebbe essere uno stinco di santo e chi si prepara a sparare contro qualcuno è nella piena lucidità per programmare un omicidio. Luigi Preiti, insieme all’individuo che ha lanciato la statuetta del Duomo di Milano contro Silvio Berlusconi, sono frutto della campagna elettorale intrisa di odio, delle persone che incitano alla violenza, pur inneggiando ipocriticamente alla pace, di chi parla alle masse con toni troppo accesi e termini inadatti, senza pensare alle conseguenze delle loro parole su squilibrati o lucidi delinquenti. Ripartiamo dal rispetto dell’essere umano in quanto tale, abolendo totalmente l’insulto alla persona.

Meditiamo, quindi, sulle parole della giovane Martina Giangrande, non frutto dell’odio contro chi ha sparato a suo padre, ma di amore per chi l’ha cresciuta con quei meravigliosi valori, per chi le ha insegnato l’attaccamento alla famiglia come base di partenza per un futuro migliore.