Archive for gennaio, 2015

Parties in 2015

from Simon Baptist
 
 
Greece goes to the polls on January 25th, with a chance that the anti-austerity, populist Syriza party could finish first and form a government, which could cause earthquakes in finance and politics across Europe. However, it is not just Greece. There are 11 elections being contested in Europe in 2015, and in many of these elections populist parties look set for strong performances. By winning elections and forcing mainstream parties into previously unthinkable alliances, they could also cause political earthquakes.

There is more to the rising tide of populism that economic doldrums. Populist parties have been doing well in countries with high income and relatively low inequality—like Denmark and Sweden—as well as in the Eurozone periphery. Europe’s newly energised populist parties also span the political spectrum from left to right to indeterminate. The decades-long decline in electoral participation and trust in politics seems to be coming to a head, with uncertain consequences

Parigi: è guerra!

di Gabriella Gagliardini

 

In meno di 24 ore la polizia francese ha identificato i due terroristi islamici, probabili autori di un atroce delitto di strage alla redazione del giornale “Charlie Hebdo”. I due delinquenti sono fratelli, Chérif e Said Kouachi, di 32 e 34 anni rispettivamente. Chérif era già noto negli ambienti di polizia per essere stato un membro della cellula detta “Buttes-Chaumont” operante nel XIX arrondisment di Parigi, da 10 anni. In tale ambiente si arruolavano giovani allo scopo di inviarli in Iraq a combattere. Nel 2005 la “Buttes-Chaumont” venne smantellata e nel corso di perquisizioni vennero trovati dei documenti di viaggio, biglietto aereo per Damasco ed istruzioni all’uso di un kalashnikov appartenenti allo stesso Kouachi.  Chérif,  ancora ventenne, era stato descritto come un ragazzo sbandato, senza meta, dedito al consumo di hashish che si procurava con i guadagni derivanti dalle consegne delle pizze a domicilio. Ad un certo punto della sua vita, Chérif ha incontrato Farid Beneytton,  un Imam dallo sguardo etereo che “lo ha fatto sentire importante ” (secondo le sue stesse dichiarazioni).

Chérif è stato condannato nel 2008 a 3 anni di reclusione, due anni dopo la sua uscita dal carcere, il suo nome ricompare in un progetto di evasione di Smain Ait Ali Belakacem,  membro del gruppo armato algerino (GIA), condannato a reclusione a vita per l’attentato alla stazione Museo d’Orsay a Parigi (1995).

Oggi, 9 gennaio 2015, a Parigi, Porte de Vincennes altra sparatoria in un supermercato ebraico, con presa di ostaggi. L’autore dell’ulteriore atto terroristico è Amedy Coulibaly,  trentatreenne di colore, pesantemente armato; il terrorista si è avvalso della collaborazione di una donna, tale Hayat Boumeddiene di 27 anni. Coulibaly ha pesanti precedenti per traffico di droga ed atti violenti, inoltre, è anche l’assassino di una poliziotta,  il giorno 8 gennaio precedente.

Sempre questa mattina, i due fratelli Kouachi, ricercati dalla polizia francese, si sono asserragliati a 40 km. da Parigi, a Dammartin, con un ostaggio.

Pare che Coulibaly appartenesse alla stessa cellula di Buttes-Chaumont a cui era affiliato Chérif, probabilmente avevano studiato insieme il piano di attacco al giornale ed al supermercato.

Chérif,  come tantissimi altri giovani che cadono nella rete degli integralisti mussulmani e terroristi, si preparava da 10 anni ed era stato ben addestrato ed istruito, o meglio plagiato a dovere da altri fanatici criminali che solitamente inculcano il loro pensiero , ma che si guardano bene dall’ andare in prima linea al posto dei loro allievi!

Questo atto atroce per uno stato democratico,  da condannare senza “se” e senza “ma”, ha aperto una voragine nella sicurezza di ogni cittadino europeo che, difficilmente, si potrà colmare. È possibile che due persone alla redazione di Charlie Hebdo e due persone al supermercato possano mettere sotto assedio una città come Parigi? Eppure sembra proprio che stia succedendo, sotto gli occhi di tutto il mondo che sta seguendo la diretta.

Magdi Cristiano Allam, interpellato, sottolinea l’assoluta importanza di monitorare, senza leggerezza, le moschee in Italia o tutti quei luoghi, compreso internet,apparentemente innocui, ma che hanno lo scopo di reclutare ed istruire tutti questi giovani mussulmani “sbandati” come Chérif. Infatti,  sempre a detta di Allam, l’arma più temibile è a monte, non è il kalashnikov, ma il lavaggio del cervello che viene praticato su tali giovani ignari di ciò che li attenderà in seguito. Sembra che il tempo non sia molto importante, come la vendetta che è un piatto che si consuma freddo, questi addestramenti durano decenni, è il caso di Chérif Kouachi che, probabilmente, avrà avuto presente quel  motto arabo :”es-sabrou miftahou el faraj,”  la pazienza è la chiave della felicità,  che conferma lo stile di vita degli arabi stessi. Ad ogni modo,  la meta che vogliono perseguire comincia a delinearsi sempre più chiaramente, quella dell’islamizzazione europea e mondiale. Parigi, in assetto da guerra, mostra uno spettacolo angosciante ed inaccettabile ai nostri giorni, dalla caduta delle torri gemelle a New York è iniziata la guerra islamica contro il resto del mondo, e lì è finita la nostra vita di uomini liberi; si sono succedute stragi di cristiani in Africa durante funzioni religiose, stragi di cristiani dappertutto, ora l’Europa è sotto il mirino dei terroristi islamici, oggi sono stati colpiti gli ebrei con l’assalto al supermercato ebraico.

Non bisogna sottovalutare la questione parlando, superficialmente, di cellule isolate; anche cellule isolate sono in grado di fare grandi danni; riprendendo il concetto di “lavaggio di cervello” , una volta che tali aspiranti sono robotizzati, è facilissimo innescare la miccia tramite rete, per esempio, a chiunque e dovunque si trovi, sia esso isolato o in gruppo. Tutta l’Europa è a rischio, compresa l’Italia dove ha sede il Vaticano e il Papa, acerrimo nemico per l’islamismo radicale. Ci  sono già state minacce in tal senso, ci dobbiamo solo affidare all’intricata attività di Intelligence e pregare per la sua buona riuscita.