Archive for Scenari nazionali

ATTENZIONE AL VOTO DEL REFERENDUM

di Gabriella Gagliardini

 


Siamo alla deriva, dov’è finita la gloria ed il sacrificio dei nostri soldati durante la grande guerra, quando il Piave mormorava “non passa lo straniero”? Tutto sembra dimenticato e privo di valore; eppure i nostri antenati hanno contribuito allo splendore dell’Italia sacrificando, a volte, la loro vita. Siamo arrivati , democraticamente e con immani sforzi alla Costituzione, ad un codice penale e civile, a dare una forma e una rispettabilità al sistema dell’Italia. Il nostro è un Paese meraviglioso, in cui le massime espressioni artistiche hanno trovato il loro habitat naturale, in cui le eccelsi menti letterarie hanno dato il meglio di sé. Un popolo generoso e attento alla sacralità dell’ospite al fine di dare espressione alla propria disponibilità verso il prossimo, dettata dalla genuinità del cuore italiano.

 

In questo buio periodo, con l’allontanamento, a poco, a poco, dai valori fondamentali e più profondi della vita, l’Italia sembra fluttuare in un mare in tempesta, sbattuta da una parte all’altra dai diversi venti che soffiano minacciosi.

Vari governi si sono succeduti, per troppo tempo ormai, imponendo il loro volere al popolo italiano che non è stato chiamato alle urne, come il sistema democratico detta, ma è stato sopraffatto da tre diversi governi imposti, “eletti” da una sola persona, se pur autorevole.

Ora, con l’ennesimo imbroglio, il governo- che non ha la legittimità del popolo-,cerca di chiamare a sé i più ingenui, i più disinformati e tutte le categorie di quei lavoratori che faticano a sbarcare il lunario e non hanno né il tempo, né la voglia di informarsi perché amareggiati dalla politica condotta, fino a questo punto, in modo non del tutto limpido.

Attenzione, quindi, a tutte le clausole che comprendono quelle sedicenti “riforme”,- che hanno stilato per accaparrare voti,- avendo cura di leggere anche le scritture minuscule ed illeggibili, pesando ogni parola come se si dovesse firmare un contratto di ostica comprensione, scritto in modo oscuro. Il fine di tale mancanza di chiarezza è studiato apposta per non far capire niente al popolo, un tempo sovrano, ma che sta perdendo la sua sovranità in modo silenzioso e subdolo.

Neanche il restare a casa, boicottando le urne, sembra essere una scelta felice; il referendum sarà valido anche con “quattro gatti” votanti perché non si terrà conto del quorum.

Attenzione, dunque, occorre informarsi bene ed essere convinti delle proprie azioni, soprattutto occorre prodigarsi al massimo per riuscire a leggere tra le righe!

 

Questa sembra essere l’ultima “chance” per conservare la nostra democrazia!!

 

Criminalità organizzata ed immigrazione

Di Gabriella Gagliardini

 

Con un’operazione brillante della polizia sono stati tratti in arresto, giorni fa, alcuni elementi affiliati ad Al Qaida, compreso un Imam pakistano di Bergamo,  tale Hafiz Muhammed Zulkifal e un altro personaggio di spicco, Sultan Wali Khan, capo spirituale della comunità pakistana con sede ad Olbia, Sardegna. I due, arrestati insieme ad altri otto sparsi in 6 regioni italiane, avevano contatti tra di loro ed erano legatissimi ad Osama Bin Laden. La rete criminale, che procedeva con lo stile e le finalità di Osama, raccoglieva fondi e materiale umano da destinare agli attentati terroristici; cosa che si è potuta appurare dopo anni di indagini ed intercettazioni.

La questione più sconcertante e che desta reale preoccupazione è che tale organizzazione terroristica introduceva pakistani ed afghani in Italia, insieme agli immigrati, che venivano istruiti sull’atteggiamento da seguire con le autorità; erano forniti di documenti falsi al fine di farli risultare provenienti da paesi in guerra, con conseguente diritto di richiedere asilo politico nel nostro Paese. Gli stessi erano anche dotati di telefoni cellulari, Sim card, ed altre istruzioni per lo scopo.

Da intercettazioni è anche emerso che 2 kamikaze,  pronti al martirio, sono entrati in Italia, pare con l’intento di colpire il Vaticano.

Fortunatamente 10 persone sono state assicurate alla giustizia, ne mancano 8 della stessa organizzazione, ma  non sappiamo, al momento quanti altri clandestini, con vocazione al terrorismo, sono sbarcati in Italia, dato il flusso spropositato di quest’ultimo periodo. La situazione è altamente delicata e pericolosa, abbiamo visto che la malavita si serve dell’immigrazione per i suoi scopi, mescolando alcuni loro affiliati in mezzo a migliaia e migliaia di poveracci che tentano la fortuna per mare e, allo stesso tempo, vengono sfruttati dalla criminalità organizzata perché viene richiesto loro un prezzo da strozzinaggio per la traversata. I meno fortunati, oltre ad essere derubati, trovano anche la morte prima di giungere alla destinazione agognata.

La proposta di Renzi di abbattere le imbarcazioni,  a nostro avviso, sembra essere un palliativo perché ci troviamo a fronteggiare una criminalità senza scrupoli e senza problema di liquidità; perdere un’imbarcazione e comprarne altre 10 sarebbe un gioco da ragazzi, l’enorme flusso non si placherebbe di certo! Inoltre, sempre dalle intercettazioni,  è emerso che l’organizzazione possiede armi in quantità quindi, riflettendo su questo punto per un momento, che accadrebbe se ogni clandestino sul territorio italiano venisse dotato di un’arma? Con il numero crescente in maniera esponenziale di presenze di extracomunitari in Italia si sta rasentando l’invasione ed una preoccupante, potenziale occupazione della nostra Patria. È il preludio di una terza guerra mondiale? Proprio nella nostra era moderna caratterizzata da tante belle parole, ma tanti pochi fatti concreti? Proprio nell’era in cui tutti sembrano filosofeggiare,  dove gli “opinionisti”hanno creato un nuovo lavoro e dove tutti credono di dare le soluzioni ai grandi problemi? Sarebbe un ritorno al passato, un ritorno alle armi, un procedere con il passo del gambero, un fallimento del tanto decantato progresso!

Gli esseri umani rimangono sempre uguali, il loro comportamento non progredisce, sono litigiosi, non riescono ad accordarsi su niente perché la loro presunzione fa credere loro di possedere la verità. Il problema va affrontato alla radice, prendendo “il toro per le corna”, cercando di smantellare completamente la rete dei parassiti che si arricchiscono a discapito dei bisognosi. Facendo finta che il problema non esista o sminuendolo si continua a fare il gioco dell’organizzazione criminale che appaga le sue bramosie in modo indisturbato e continuativo.

La minaccia di guerra si sta materializzando in Italia

di Gabriella Gagliardini

 

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In seguito agli ultimi arresti di alcuni appartenenti all’associazione terroristica conosciuta col nome di Isis, in Italia si sta materializzando la minaccia enunciata tempo fa dagli stessi criminali, ma non presa in considerazione alcuna da chi di dovere. Nel nostro Paese esistono già mappe dei covi dell’Isis: Liguria, Veneto, Lombardia, Toscana, Puglia e Lazio. Da queste regioni situate tutt’intorno all’Italia, vengono reclutati anche soggetti per iniziarli alla guerra “santa”, o meglio sacrificarli per una causa assurda. Molto spesso si reclutano anche minorenni per poi mandarli in Siria a morire ammazzati, spezzando la loro vita per qualcosa che non fa parte della nostra cultura, per cosiddetti ideali che non ci appartengono e che non condividiamo da secoli. Che spinge questi giovani verso il terrorismo? Forse tendenza al protagonismo, noia, mancanza di valori, o assenza del nucleo familiare? Opterei, piuttosto, per quest’ultima ipotesi, la più probabile; infatti, stiamo assistendo ad un dilagare del nichilismo, la famiglia di un tempo appare disgregata e sempre più in crisi, i nostri valori religiosi italiani, che ci identificavano come un popolo della Chiesa Cattolica Romana, si sono dileguati al vento. Che cosa insegnamo ai nostri figli? Stanno crescendo pieni di “nulla”, completamente tecnologicizzati, ma privi dell’essenziale, di quei valori altamente nobili di cui, un tempo, eravamo fieri.

Che misure vengono prese per ostacolare questa minaccia che, sempre più, si concretizza? La percezione, nella gente comune, è quella di un menefreghismo assoluto da parte delle Istituzioni che tendono a minimizzare il reale problema, forse per non diffondere il panico? Auspichiamo vivamente che sia questo il motivo e che ci sia, dietro le quinte, un intricato lavoro d’intelligence che tiene sotto controllo la situazione, alquanto precaria. Oppure si minimizza il problema quando non lo si vuole affrontare per incompetenza, ignoranza o altri motivi occulti?

Siamo sicuri che il recente disastro aereo della compagnia Germanwings sia stato un incidente? Escludendo avaria o incompetenza del personale, rimane il malore di entrambi i piloti oppure un probabile “martire” terrorista che li ha uccisi prendendo il comando dell’aereo, escudendo ogni forma di S.O.S., indirizzando il velivolo contro la parete della montagna.

Qualunque sia la risposta, la minaccia terroristica va contrastata, lavorando a stretto gomito con la magistratura che, almeno per una volta, dovrebbe assicurare alla giustizia i personaggi pericolosi, già segnalati dai servizi segreti e dalle Forze dell’ordine. Inoltre, i controlli di chi sbarca sulle nostre coste dovrebbero essere seri e scrupolosi e, magari, rimandare alla propria terra madre chi potrebbe infiltrarsi in Italia per compiere atti terroristici.

I delinquenti dell’Isis ci hanno avvertito dichiarandoci guerra e, in tempo di guerra, le frontiere vanno chiuse o, quantomeno,  presidiate.

 

 

Il Re Giorgio ignora

di Gabriella Gagliardini

Il tesoriere di Stato americano Geithner, del primo governo Obama, ha svelato un complotto dei rappresentanti europei per far cadere Silvio Berlusconi in Italia. Il medesimo ministro, che non si tratta di qualcuno di tendenze destroidi, ha avvalorato la sua dichiarazione in un libro (intorno alla pagina 500), letto in diretta da Maria Luisa Rossi Hawkins, corrispondente da New York, nella trasmissione  Matrix di martedì scorso. Rivelazioni quanto meno imbarazzanti e gravissime per un Presidente che dice di ignorare i giochini del “gruppo Merkel”;  anche Alan Friedman, nel suo libro, ampiamente documentato ed avvalorato da testimoni illustri, ha rivelato che Napolitano si stava preparando alla manovra di sostituzione del capo del Governo eletto dal popolo sovrano,Silvio Berlusconi, con Mario Monti eletto da lui stesso. Tutto questo prima dell’evento verificatosi in Novembre, ben sei mesi prima, quando la bufala dello spread non era ancora arrivata. Sorge, nell’immediato, una grande contraddizione da parte di Napolitano: prima sapeva troppo ed ora non sa? A giugno aveva la palla di vetro ed ora la palla di vetro si sarà certamente offuscata dal momento che ignora tutto……

Certo che la performance economica del “Deus ex machina” Mario Monti è stata penosa e se non avesse frequentato la Bocconi potremmo dire di trovarci in presenza di uno sprovveduto o di un perfetto ignorante in economia poichè ha affossato l’Italia in modo mostruoso e repentino. Forse si trattava di un programma prestabilito? Ai posteri l’ardua sentenza…., ma possiamo dire che molte cose, ignorate anche se presupposte, stanno venendo a galla e che sono coincidenti e non contraddittorie tra di esse.

 Silvio Berlusconi non è forse stato condannato quasi per un processo alle sue intenzioni, “perchè era impossibile che non sapesse”? La legge è uguale per tutti o vale solo per Berlusconi? In tal caso i giuristi dovrebbero rivedere il codice penale perchè qualcosa non quadra.

Certo è che un capo di Stato deve sapere tutto ed è responsabile dello Stato stesso, non si può trincerare dietro un banale “non so niente”, tutto questo non è ammissibile. Napolitano ha anche dichiarato che Silvio Berlusconi si è “dimesso liberamente e responsabilmente”, certo, ma con la macchina distruttiva che era già stata azionata e con il piattino avvelenato pronto sul tavolo!

L’attuale periodo storico ha il sapore di un altra guerra fredda, una guerra economica  che la Germania ha tutto l’interesse di portare avanti e di non lasciare la presa dal momento che trova appoggi in personaggi italiani che dell’Europa hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Personaggi che, anzichè sentire il patriottismo per l’Italia sentono l’inebriante ed irresistibile profumo del potere e del denaro, a discapito di tutto e di tutti.

Attentato alla democrazia

di Gabriella Gagliardini

Siamo nel 2014, siamo stati tutti spettatori della caduta del muro di Berlino, della caduta del comunismo russo, del fallimento dell’ideologia marxista, ma in Italia, impenitenti, ancora ci tingiamo di rosso, addirittura abbiamo creato una nuova “nuance” di quel colore; infatti, esiste da sempre il rosso cardinale, il rosso porpora il rosso scarlatto ed ora anche il ” rosso Mosca”, tanto caro all’ex compagno (non tanto ex) Giorgio Napolitano, nonché Presidente della Repubblica italiana. Il Re Giorgio, soprannominato così, non a torto, avrà senz’altro fatto tappezzare il suo trono di quel graditissimo “ rosso Mosca”, di cui non può fare assolutamente a meno. Un fulmine a ciel sereno si è abbattuto su quella poltrona, scagliato proprio da colui che vuole assolutamente apparire come il garante della nostra Costituzione che lui stesso ha tradito con pratiche oltremodo poco democratiche.  Il suo trono dovrebbe essere molto comodo dato che Sua Maestà ci si trova tanto bene e vorrebbe, prima di esalare l’ultimo respiro, spianare la strada alla rivoluzione russa dal vago sentore ammuffito ed anacronistico. Ha proprio creato un bel trio con la Merkel e Sarkò, il trio degli affamati di potere e dei complotti internazionali! Ha un bel dire, Sua Maestà, che “è tutto fumo”….a noi sembra proprio che ci sia un succulento arrosto, anche se comincia a puzzare di bruciato!!

Evidentemente, se ci atteniamo alle dichiarazioni ampiamente documentate di Alan Friedman, prima del giugno 2011 il Re Giorgio sarà andato a consultare qualche cartomante in quanto già era a conoscenza del futuro declino dell’Italia, compreso il rialzo dello spread! Sarà stata una palla di vetro o il compagno Re è dotato di percezioni extra sensoriali? Ai posteri l’ardua sentenza, certo è che una previsione di sei mesi prima è frutto di una mente sensitiva molto forte oppure la rivoluzione rossa era stata programmata a tavolino nei minimi particolari?

Sono già troppe volte che la democrazia  soffre in Italia, che vengono rattoppati dei governi che non sono frutto della scelta degli elettori e che un governo, eletto democraticamente, viene ribaltato per favorire il cosiddetto “fumo” di cui parla Napolitano…. Finora ha deciso sempre lui, sempre per il bene dell’Italia, ma siamo sicuri che quello che ha deciso per noi sia stato un bene?! O meglio, siamo sicuri che il suo potere decisionale non esuli dalle competenze di un Capo di Stato?

Guerra incivile in Parlamento

di Gabriella Gagliardini

Una volta, un saggio proverbio d’altri tempi diceva: “Scherzi di mano, scherzi da villano”;  siamo pienamente coscienti che di villani ce ne siano tanti e troppi in Parlamento. La scena di “bagarre”  a Montecitorio lascia noi cittadini di stucco ed in piena amarezza, il popolo italiano ha scelto proprio dei bei rappresentanti dello Stato!!!  Una scena pessima  da vedersi, è scoppiata la guerra incivile tra gli “onorevoli” che di onorevole non hanno neanche l’ombra. L’ anarchia incombe, si permettono di fare tutto, persino scene contemplate dal codice penale; i protagonisti sono ancora una volta  i grillini  che tendono  a quella tanto amata politica distruttiva che non produce alcun effetto positivo. Quanto al metodo comunicativo, poi, è degno solo di deplorazione. Il linguaggio “forbito” di una bettola di infimo ordine innalza i seguaci di Grillo agli apici della volgarità assoluta e gratuita. Piuttosto che deputati sembrano una massa informe di animali dentro il loro recinto,  in continua battaglia per la conservazione della razza. Certi soggetti devono essere fermati e non lasciati entrare alla porta del Parlamento per serio rischio di turbativa di ordine pubblico. Coloro che manifestano velleità di candidarsi alla politica dovrebbero superare prima dei tests psico-attitudinali molto seri , sommati ad esami di cultura di base e buone maniere di cui   sono completamente privi. Se l’uomo, animale pensante, retrocede al livello di bestia, non può mai rappresentare tutto un popolo e giocare con le vite di coloro che, ahimè ignari di tutto, li hanno eletti .  Scene come quelle delle lotte incivili in Parlamento danno un’impressione orribile al mondo intero, ma, soprattutto, agli elettori che hanno riposto la loro fiducia in tali indegni individui. Si possono dire tantissime cose senza toccare nessuno e si può ferire qualcuno con la sola lingua, dato che è noto che “uccide più la lingua che la spada”. Ma questo concetto non sarà mai capito da quella massa informe inferocita, un concetto troppo alto e raffinato per quei rozzi rappresentanti del popolo italiano.

Intrighi di palazzo

di Gabriella Gagliardini

Ieri, 2 ottobre, Letta ha chiesto la fiducia per il suo governo. E’ stata la giornata più lunga e più incomprensibile di questi ultimi decenni. Un gruppo di scontenti del PDL si sono staccati dalla leadership di Silvio Berlusconi contravvenendo alle sue disposizioni di staccare la spina all’esecutivo perchè non ha rispettato i patti di non aumentare l’IVA di un punto. I “dissidenti”, per filosofie personali varie, hanno deciso, contrariamente al leader Silvio Berlusconi, di sostenere ancora il governo, nonostante tutto. Angelino Alfano, pupillo dell’ex Premier, si è rivoltato contro proclamandosi “leale, ma diversamente berlusconiano”, Formigoni e Giovanardi hanno detto di aver agito per il bene di Berlusconi, i 5  ministri del PDL si sono ribellati all’azione estremista di qualche cattivo consigliere…Tutti hanno sottovalutato il loro Premier credendolo un bambino in balìa dei consigli di qualcuno. Silvio Berlusconi sa decidere da solo e non ha bisogno di quelli che sussurrano all’orecchio; dall’altra parte, i vari “dissidenti” hanno dimostrato di non essere riconoscenti, di avere un attaccamento smodato alla poltrona e di essere “diversamente traditori”. Una scena bruttissima quella di ieri in Senato, una situazione che rievoca le idi di marzo mentre Giulio Cesare veniva accoltellato anche dal suo figlio adottivo, rivolgendogli le sue ultime parole: “Tu quoque Brute, fili mi”.

Linciaggio di un essere umano e la coda di paglia di Epifani

di Gabriella Gagliardini

 

Non riusciamo a rendercene conto o abbiamo paura di ammetterlo? Siamo in una grave crisi democratica in cui  una parte della magistratura politicizzata gioca un ruolo determinante per la storia d’Italia. Ammettiamo per un momento che Silvio Berlusconi sia colpevole di tutto, nonostante la cosa non riesca a convincere 10 milioni di persone che l’hanno votato, nel nostro cervello rimbomba la frase di Ettore Fieramosca:“vile Maramaldo, tu uccidi un uomo morto”! Ieri, ennesimo attacco al fine del massacro dell’ex Premier, non si vogliono sentire le ragioni giuridiche della retroattività della legge perché il “dictat” è già partito: “Eliminiamo chi ci può contrastare la salita al governo e la conquista del potere!” Sono diversi decenni di duro lavoro palese e anche segreto, dietro le quinte, da parte dell’ex Partito Comunista che, per procurarsi una facciata “eterea ed innocente”, ha cambiato diversi nomi nel corso della storia della nostra politica, fino ad arrivare a quello più falso ed ingannatore di Partito Democratico. I portatori di odio non ce la fanno più a sopportare Silvio Berlusconi, nemico secolare, e non stanno più nella pelle ora che la decadenza da senatore sembra concretizzarsi dopo anni ed anni di lavoro indefesso. Dopo il discorso- video del Leader di Forza Italia Epifani, che riempie il buco di conduttore del PD, si è sentito offeso da chi è costretto a difendersi  solo tramite televisione perché  i giudici  glielo hanno impedito. Silvio Berlusconi, con il video messaggio di ieri ha raccontato senza mezzi termini o ipocrisie quello che gli è successo, quello che è palese agli occhi di tutti i cittadini con un po’ di buon senso: il suo martirio da parte di quei magistrati di parte rossa che non dovrebbero essere chiamati a giudicare, in quanto simpatizzanti di una parte politica, ma che giudicano e non rispondono mai delle loro scempiaggini, quando le compiono. Epifani, probabilmente, ha la coda di paglia perché l’ex Premier ha osato criticare chi si è prodigato, si prodiga e si prodigherà con tutte le forze  ad aiutare l’ascesa del Partito D. al potere assoluto. Si parla di potere assoluto quando il popolo elettore cessa di essere sovrano e qualcuno prende il potere senza essere eletto, o manomettendo le elezioni. Penso fortemente ed amaramente che siamo arrivati a questo punto, perché la giustizia non garantisce più il diritto alla difesa, perché in fase dibattimentale non si ammettono più testimoni, perché un giudice della Cassazione si permette di rivelare “coram populo” in anticipo una sentenza e di nutrire odio verso la persona che deve giudicare, perché non si tiene in nessun conto un principio basilare del diritto come quello che enuncia che “la legge non può essere mai retroattiva”,  infine, perché si schiaccia il giudizio di 10 milioni di italiani!!

Quello che maggiormente teme Epifani e tutta la sua parte politica è sentire che il leone ferito ancora ha voglia di combattere e di non darsi per vinto; le offese al PD, di cui si è lagnato l’ex sindacalista CGIL,  non esistono, nessuno si è accorto di frasi ingiuriose, ma è stata ribadita una situazione totalmente veritiera che sta accadendo da 20 anni sotto gli occhi di tutti. Per quanto concerne il commento di Epifani che “il PD non si sarebbe mai sognato di insultare il PDL”  risuona come una barzelletta, perché sono 20 anni che a Silvio Berlusconi hanno detto di tutto, beceri insulti e le peggiori diffamazioni.

Quindi, Epifani dovrebbe tener presente quel detto sacrosanto: “Chi la fa l’aspetti” perché è sempre vero che un leone ferito si rivolta contro il suo carnefice in modo ancora più forte di prima.

Cerchiamo di pensare, non sempre egoisticamente, come se il tutto non dovesse accadere mai a nessuno di noi; tantissime persone innocenti sono cadute nel tritacarne giudiziario e ne sono venute fuori in una cassa da morto o rese allo stato vegetativo per il resto della loro vita. Cerchiamo di riflettere e di non ridurre  ottusamente l’odio verso una persona che ha la sola colpa di essere uno dei maggiori leader della Repubblica italiana e, per di più, con una situazione economica agiata. Cerchiamo di capire che questa giustizia va riformata assolutamente per non essere vittime di magistrati, rossi o neri che siano, che intendono esercitare tutto il potere a loro disposizione ed anche di più, contro la vittima del momento. Questo si chiama abuso di potere, anticamera della dittatura.

Cosa farà Epifani e tutto il partito se il solo punto forte che li accomuna, l’odio verso Berlusconi, dovesse venir meno e l’oggetto dell’odio dovesse uscire dal senato? Chi li terrà insieme? Probabilmente si dissolveranno come neve al sole e dell’ex Partito Comunista non si sentirà più parlare….

Un sogno irrealizzabile in Italia: libertà e democrazia

di Gabriella Gagliardini

 

L’Italia, questo nostro martoriato Paese, è stata sempre oggetto di mire egemoniche da parte di conquistatori di varia specie, sempre assoggettata allo straniero, se pur non sempre gradito dalla popolazione italiana. Per arrivare all’unità d’Italia ci sono voluti grandi sforzi, lunghe lotte e strenuanti battaglie per giungere ad un unico sogno: la libertà. Dopo secoli in Italia è arrivata anche la democrazia ed il sogno di libertà sembrava essere ormai  al traguardo, ma, dietro le quinte, un altro potere assoluto si stava profilando, quello della dittatura russa. Da allora, il modus operandi dei nostalgici è sempre lo stesso, dalla Russia comunista è stato sparso il seme velenoso che è entrato nella routine quotidiana di alcuni di noi e non riesce ad uscirne. Gli affiliati della Grande Madre Russia agivano all’unanimità con atteggiamenti comuni a tutti gli adepti, le loro idee e i loro atti erano spinti dall’odio accecato contro il nemico, chiunque non la pensasse allo stesso modo. Pronti anche alla violenza, i compagni rossi erano intransigenti, fanatici ed assetati di potere.  Da qualche secolo l’Italia sembrava essere finalmente libera, ma altri poteri occulti stavano emergendo sempre verso la stessa meta: il potere assoluto. Intanto i poteri occulti avevano distribuito i loro uomini nei posti chiave delle Istituzioni per avere il controllo di tutto e tutti. Ai giorni nostri  tale intricata organizzazione viene definita con il termine generico di “Mafia”, ma la Mafia è sempre esistita, anche se con nomi diversi. Nell’anno domini 2013 una sentenza, -una delle molteplici contro il leader del maggiore partito italiano che da 20 anni gode del pieno consenso del popolo sovrano,- rimette la democrazia  in discussione; questa volta il potere assoluto sembra essere quello di un gruppo di magistrati che rispondono ad ignoti poteri occulti che si accaniscono contro Silvio Berlusconi tanto da escludere, nei processi, l’interrogatorio di 70 testimonianze favorevoli alla difesa, negando così il diritto primario di un cittadino a far sentire le proprie ragioni. La Procura di Milano sembra avere l’egemonia anche sul codice penale, tanto da inculcare pene accessorie oltre al caso previsto dalla legge. Nessuno si deve permettere di criticare qualsiasi sentenza, ma la democrazia dà il diritto ad ogni cittadino dello Stato ad esprimere il proprio giudizio oppure a credere o no alla sentenza, per quanto concerne il rispetto della giustizia stessa. Forse anche un bambino riesce a percepire un accanimento verso questo uomo di 78 anni, colpito in maniera oltremodo anomala da processi pomposi, costosi e  poco credibili. Lo stile è lo stesso; il “nemico”,  pericoloso per avere il supporto di 10 milioni di persone, deve essere eliminato. Ritorniamo al potere assoluto che resta nell’ombra finchè può, ma che viene allo scoperto quando la posta in gioco diventa alta ed appetibile. Premesso che eliminando una persona, se pur essenziale in un partito politico, non è certo che si spiani la strada all’opposizione, il metodo rimane, comunque, il più vile che ci possa essere, segno di estrema debolezza, insicurezza ed incapacità di giocare a carte scoperte.  A questo punto riecheggia insistente la frase detta da Fra’ Cristoforo al despota Don Rodrigo nei “Promessi sposi” :“…e in quanto a voi, sentite bene quel ch’ io vi prometto. Verrà un giorno….”  Le viltà, prima o poi, si pagano; inoltre,eliminando dalla scena Silvio Berlusconi non si cancellano, automaticamente,  milioni di cittadini italiani con un cervello pensante perché da secoli i loro progenitori hanno anelato alla libertà e per altri secoli  i posteri aspireranno ad essa.

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Festa dei lavoratori, giorno per meditare

di Gabriella Gagliardini 

Il brigadiere dei Carabinieri, Giuseppe Giangrande, servitore della Patria, colpito mentre stava svolgendo le sue funzioni, sta lottando tra la vita e la morte per riabbracciare sua figlia Martina, degna di suo padre. Il mutuo gesto di amore lega padre e figlia  aiutandoli ad andare avanti, superando i duri ostacoli della vita.

Giuseppe Giangrande, lavoratore leale, attaccato alle Istituzioni, colpito già da un destino avverso, come la scomparsa di sua moglie,  ha trasmesso i valori fondamentali della vita, in modo esemplare, a sua figlia Martina che li ha assimilati e messi in pratica. Una ventiquattrenne che dà dei punti alle persone cosiddette “mature”, esempio di come si dovrebbe condurre un’esistenza umana dignitosa, fondata sull’amore e sulla famiglia.

Proprio da qui si dovrebbe ricominciare, dalla famiglia, unita e dignitosa, che rappresenta la base su cui si fonda uno Stato civile. I valori non negoziabili dovrebbero essere rivalorizzati e difesi per affrontare al meglio l’arduo cammino dell’esistenza umana e per poter ricostruire qualcosa di solido e di positivo.

Purtroppo, i climi di odio non fanno bene a nessuno seminando solo zizzania tra i popoli; incitare le folle alla battaglia, se pur pacifica, arma sempre qualche mano di squilibrati o lucidi delinquenti. Occorre tornare indietro nel tempo, all’epoca dei nostri padri, quando si predicava amore e non odio, quando qualsiasi lavoro portava alla dignità umana e non a sottolineare la differenza negativa tra l’uno e l’altro, quando la solidarietà umana ci caratterizzava come italiani piuttosto che l’ invidia e l’insofferenza verso il prossimo, quando l’ospitalità era sacra.

Per ritornare ai nostri grandi valori occorre eliminare quella dura crosta di odio che ci siamo cuciti addosso e ricominciare ad essere disponibili verso gli altri, senza giustificare i gesti di disperati che sparano contro veri e leali lavoratori del nostro Stato italiano, ma cercando di costruire qualcosa per aiutare chi è più debole di noi, mettendo da parte infantili rimbecchi per scaricare la colpa agli altri.

Del resto, chi compra una pistola con matricola abrasa non dovrebbe essere uno stinco di santo e chi si prepara a sparare contro qualcuno è nella piena lucidità per programmare un omicidio. Luigi Preiti, insieme all’individuo che ha lanciato la statuetta del Duomo di Milano contro Silvio Berlusconi, sono frutto della campagna elettorale intrisa di odio, delle persone che incitano alla violenza, pur inneggiando ipocriticamente alla pace, di chi parla alle masse con toni troppo accesi e termini inadatti, senza pensare alle conseguenze delle loro parole su squilibrati o lucidi delinquenti. Ripartiamo dal rispetto dell’essere umano in quanto tale, abolendo totalmente l’insulto alla persona.

Meditiamo, quindi, sulle parole della giovane Martina Giangrande, non frutto dell’odio contro chi ha sparato a suo padre, ma di amore per chi l’ha cresciuta con quei meravigliosi valori, per chi le ha insegnato l’attaccamento alla famiglia come base di partenza per un futuro migliore.