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ATTENZIONE AL VOTO DEL REFERENDUM

di Gabriella Gagliardini

 


Siamo alla deriva, dov’è finita la gloria ed il sacrificio dei nostri soldati durante la grande guerra, quando il Piave mormorava “non passa lo straniero”? Tutto sembra dimenticato e privo di valore; eppure i nostri antenati hanno contribuito allo splendore dell’Italia sacrificando, a volte, la loro vita. Siamo arrivati , democraticamente e con immani sforzi alla Costituzione, ad un codice penale e civile, a dare una forma e una rispettabilità al sistema dell’Italia. Il nostro è un Paese meraviglioso, in cui le massime espressioni artistiche hanno trovato il loro habitat naturale, in cui le eccelsi menti letterarie hanno dato il meglio di sé. Un popolo generoso e attento alla sacralità dell’ospite al fine di dare espressione alla propria disponibilità verso il prossimo, dettata dalla genuinità del cuore italiano.

 

In questo buio periodo, con l’allontanamento, a poco, a poco, dai valori fondamentali e più profondi della vita, l’Italia sembra fluttuare in un mare in tempesta, sbattuta da una parte all’altra dai diversi venti che soffiano minacciosi.

Vari governi si sono succeduti, per troppo tempo ormai, imponendo il loro volere al popolo italiano che non è stato chiamato alle urne, come il sistema democratico detta, ma è stato sopraffatto da tre diversi governi imposti, “eletti” da una sola persona, se pur autorevole.

Ora, con l’ennesimo imbroglio, il governo- che non ha la legittimità del popolo-,cerca di chiamare a sé i più ingenui, i più disinformati e tutte le categorie di quei lavoratori che faticano a sbarcare il lunario e non hanno né il tempo, né la voglia di informarsi perché amareggiati dalla politica condotta, fino a questo punto, in modo non del tutto limpido.

Attenzione, quindi, a tutte le clausole che comprendono quelle sedicenti “riforme”,- che hanno stilato per accaparrare voti,- avendo cura di leggere anche le scritture minuscule ed illeggibili, pesando ogni parola come se si dovesse firmare un contratto di ostica comprensione, scritto in modo oscuro. Il fine di tale mancanza di chiarezza è studiato apposta per non far capire niente al popolo, un tempo sovrano, ma che sta perdendo la sua sovranità in modo silenzioso e subdolo.

Neanche il restare a casa, boicottando le urne, sembra essere una scelta felice; il referendum sarà valido anche con “quattro gatti” votanti perché non si terrà conto del quorum.

Attenzione, dunque, occorre informarsi bene ed essere convinti delle proprie azioni, soprattutto occorre prodigarsi al massimo per riuscire a leggere tra le righe!

 

Questa sembra essere l’ultima “chance” per conservare la nostra democrazia!!

 

Servizi Segreti: “l’albero dà i primi frutti…”

NOTA INFORMATIVA

IL Prefetto Gianni De Gennaro, direttore del DIS (Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza) dopo aver partecipato ad un Master di intelligence, tenutosi presso l’ Università di Tor Vergata a Roma, dichiara che la strategia e la campagna di comunicazione iniziata alcuni anni fa, comincia ad avere un riscontro oggettivo: più di una decina di studenti universitari, esattamente una quindicina di giovani selezionati fra le tantissime domande acquisite dal sito-web istituzionale:www.sicurezzanazionale.gov.it, approderanno ai Servizi Segreti. La convenzione recentemente sottoscritta nel mese di luglio 2011 con l’Università La Sapienza, darà, nei prossimi anni, i suoi frutti ovvero neo-laureati messi a disposizione ed al servizio delle istituzioni della Repubblica italiana.

Marco Federico

www.informativadintelligence.eu

Dott.Gianni De Gennaro:direttore DIS

Servizi segreti: studi di Intelligence nelle Università statali. (A cura della Dr.ssa Claudia Cristescu)

Fonte: informativadintelligence.eu (OOISI)

Scopo: Lo scopo di tale intervista è di valutare l’importanza di promuovere Studi di Intelligence come materia accademica, come parte dei piani di studi universitari ed il bisogno di condurre ricerche nel campo degli Studi di Intelligence relative a Paesi dell’Europa Orientale.

La seguente intervista fa parte di ricerca della mia tesi di laurea: “Reforming the intelligence sector through academic education. Implications for the military higher education” che ha l’intento di delineare un piano di studi di Intelligence per le Università statali rumene. Il mio studio:

  1. Prende in esame l’istruzione di Intelligence riguardo alla sicurezza nazionale, nell’ambito delle Università statali europee e americane, considerando gli studi di Intelligence una materia o un piano di studi, prendendo in considerazione le rilevanti iniziative accademiche in materia di intelligence, anche rivelando il principale modus operandi dello studio di intelligence.
  2. Focalizza la mancanza di istruzione in materia di intelligence come vulnerabilità della sicurezza nazionale e anche riguardo al rapporto Intelligence-Università (la Comunità Intelligence-Associazione accademica) come parte critica della società studiosa moderna e del processo di Bologna per creare la EHEA (European Higher Education Area, Area di Alta Istruzione Europea)  assicurando sistemi maggiormente interagenti, compatibili e coerenti di alta Istruzione in Europa.
  3. Valuta la necessità per Studi di Intelligence di un nuovo campo di inchieste, dibattiti scolastici e programma di studi accademici nell’ambito dello studio delle Scienze sociali, basato su un nuovo contesto del  XXI secolo: il ruolo elevato di Intelligence negli affari internazionali e la sua influenza sulla costituzione dell’agenda politica, sul prendere decisioni e fare politica..
  4. La soluzione dello studio è la ricerca e gli sforzi istituzionali da compiere al fine di: a) descrivere la cornice concettuale nella quale l’Intelligence sarà studiata, considerando che gli Studi di Intelligence possono comprendere un numero considerevole di aree di diverse materie, e possono essere descritte come interdisciplinari; b)identificare gli interessati, i beneficiari ed i potenziali migliori offerenti riguardo all’istruzione, c) convalidare gli “Studi di Intelligence” come nuova qualifica da parte dell’ ACPART (Romanian National authority for establishing and regularly updating the National frame work for higher education qualifications, Autorità Nazionale rumena per stabilire ed aggiornare regolarmente il piano di lavoro per più alte qualifiche nell’istruzione)).
    Qesta intervista consta di un numero di interviste semistrutturate precedentemente ed incontri con altri esperti (rumeni  ed europei), ma anche una ricerca sociologica che implica una verifica basata su questionario, al fine di scoprire la conoscenza pubblica sulla materia “Intelligence” e le attitudini di studenti rumeni sui servizi segreti, sulla guerra, sicurezza, difesa o Forze Armate. Ho anche rappresentato un’  analisi di testi nelle librerie di ricerca accademiche, al fine di determinare la raccolta di dati sulla frequenza dell’uso dei libri su certe categorie ( intelligence, sicurezza nazionale, spionaggio, terrorismo ecc..)
    Conclusione: pubblica apatia, discriminazioni, pregiudizi, incorretta conoscenza dell’attività di Intelligence; riluttanza dell’accademia di cooperare con la Comunità Intelligence. Gli studenti rumeni disapprovano l’introduzione di “Studi di Intelligence” nel piano di studi universitari portando i seguenti argomenti:
    -Non c’è nessuna necessità  per l’élite della futura politica (pubblici ufficiali, coloro che fanno politica o consulenti politici) che ha studiato nelle università statali, acquisire o possedere conoscenza ed abilità sull’Intelligence
    -Ogni servizio segreto ha già  i propri centri e dipartimenti interni di istruzione( come Romanian National Intelligence Academy, National Defense University, Technical Military Academy); non c’è nessuna necessità per le università statali di istituire altra materia, relativa alle questioni di Intelligence.
    Inoltre, non c’è necessità  di includere nel contesto di Intelligence l’insegnamento di relazioni internazionali, storia, legge, scienze politiche ecc.. perché –dicono gli studenti- le università statali non hanno alcun obbligo a contribuire al sapere riguardo alla storia, funzione e futuro dell’intelligence in questo paese.
    Istruzioni: Per favore, completate le seguenti domande. Le vostre risposte sono di estrema importanza in tale contesto.
    Grazie per la vostra cortese collaborazione!
    Q1. Dati i pregiudizi e le erronee interpretazioni degli studenti rumeni riguardo alle attività di intelligence, pensate che la promozione dei programmi accademici sull’attività intelligence possa essere una soluzione per il superamento dell’apatia delle persone di fronte all’Intelligence?
    (Se la risposta è “sì”)
    -A quale livello gli studi di Intelligence dovrebbero essere trattati? (scuole superiori, università, entrambi, Dottorato in Filosofia?)
    -gli studi di Intelligence dovrebbero far parte delle Scienze umanistiche (Storia); Scienze Sociali (Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Sociologia, Psicologia, Studi di Scienza delle Comunicazioni), o far parte del piano di studi della Giurisprudenza?
    Q2. Secondo voi, negli stati ex-comunisti, le università statali dovrebbero avere responsabilità nell’assicurare una conoscenza di base riguardo all’Intelligence per i cittadini o piuttosto credete che possa essere una responsabilità personale dei cittadini nell’acquisire la conoscenza scientifica circa l’Intelligence?
    Q3. Secondo voi,  i rappresentanti politici-amministrativi dell’Est Europeo dovrebbero avere capacità, competenze e conoscenze nel campo dell’Intelligence?
    Q4. Qual è l’importanza dell’istruzione di Intelligence per lo sviluppo politico della nazione?
    Q5. In che misura è importante l’istruzione di Intelligence per una carriera politica di successo?
    Qualsiasi commento addizionale:…….
    Grazie per aver dedicato il vostro tempo nel rispondere a queste domande.
    Nome di chi risponde alle domande:

 

Presentazione del Think Tank OOISI (Organigramma di Osservazione, Informazione, Sicurezza e Intelligence)

OOISI (Osservazione, Informazioni, Sicurezza e Intelligence) è un Think Tank italiano istituito a Roma nel luglio 2011 e nato da un progetto di Marco Federico (www.informativadintelligence.eu), con il fine di monitorare, raccogliere, e analizzare le informazioni d’interesse nel settore della sicurezza nazionale e internazionale a 360 gradi, con un focus speciale sulla regione Mediorientale.

Troppe cose accadono e tutti ne vogliono parlare ma pochi sanno degli eventi come realmente scaturiscono e si propagano, si estendono a macchia d’olio sul territorio nazionale ed internazionale.

Dopo il 1989, a seguito del crollo del “Muro di Berlino”, sia in Europa che in altre parti del mondo, ci sono state scosse e fluttuazioni di pensiero che hanno condotto ad erigere altri tipi di steccati, di “barriere divisorie” tra i popoli, dove la globalizzazione è, purtroppo, diventata motivo di separazione, scissione, conflitto interno ed esterno.

Inoltre, l’attuale diffusione della rete Internet e del massiccio impiego dei social network nella preparazione e organizzazione di sommosse e rivolte è stata sottovalutata e solo di recente la comunità internazionale ha iniziato a prenderne coscienza, come mostrato dai fatti della c.d. ‘primavera araba’. Benché di difficile previsione, l’osservazione delle informazioni scambiate e diffuse sui social network avrebbe fornito delle avvisaglie che avrebbero potuto lasciar presagire quanto sarebbe poi accaduto. Nessun evento, infatti, nasce dal nulla, ma si forma passando per un processo evolutivo che richiede una sua rapida identificazione.

In ogni epoca della storia ci sono stati conflitti e guerre atroci ed è per questo che il Think Tank OOISI, auspica di diventare uno strumento di conoscenza costruttiva delle realtà multiculturali e interculturali, senza schieramenti di parte per questo o altro ideale politico.

Ciò che differenzia questa iniziativa dalle altre è l’approccio e la metodologia. OOISI è, infatti, costituito da personale volontario che crede intimamente nel progetto e che si adopera per realizzare analisi attendibili di elevata qualità. A ciò va aggiunto che la metodologia impiegata non si basa solamente sull’analisi delle fonti aperte ma anche sull’interazione con i vari attori sociali coinvolti a tutti i livelli nel conflitto in divenire, inteso nell’accezione più ampia del termine.

In particolare, gli analisti dell’OOISI credono fermamente nella necessità di un ripensamento del ruolo sociale delle donne, che rivestiranno sempre maggiore importanza nella risoluzione dei conflitti, anche nell’area Mediorientale. Le analisi dell’OOISI infatti, non vogliono essere fini a sé stesse ma si propongono l’ambizioso obiettivo di anticipare gli eventi di interesse per la sicurezza nazionale e internazionale e di indicare una possibile soluzione agli stessi.

Le aree oggetto di studio e analisi ricomprendono, tra le altre, tematiche connesse al terrorismo, al crimine organizzato, alla sicurezza economica e finanziaria, alla minaccia cibernetica e alle questioni rilevanti per il comparto della Difesa. Ogni argomento verrà sviluppato con un approccio integrato, reso possibile grazie ad un team multidisciplinare di analisti. Ogni minaccia non è infatti concepita come a sé stante ma è un fenomeno dinamico strettamente correlato con altre questioni di sicurezza.

 

“CRISTIANI ED ISLAMICI AL CENTRO DELLA STORIA TRA PASSATO,PRESENTE E FUTURO…”

di Marco Federico

(fonte:servizisegreti.com)

Renzo Martinelli

Renzo Martinelli, il regista del film  ” Piazza delle Cinque Lune “, sta per per realizzare il suo prossimo film sulla battaglia dell’ 11 settembre 1683 che salvò l’Europa dall’avanzata islamica.

Si tratta di una cooproduzione internazionale, italiana, polacca ed austriaca, che parecchi mesi fa, fece molto discutere in Consiglio di amministrazione Rai, per la tematica scottante e complessa, nonchè di non facile risoluzione…

Infatti, il presidente Rai, Dr. Paolo Garimberti, pare che non fosse propenso a finanziare il progetto della fiction-televisiva che ha come protagonista il  Frate Marco D’Aviano, in quanto teme possa essere vista ed interpretata in chiave anti-islamica.

A seguito dell’esternazione ed intimidazione (nel settembre 2010) dell’integralista reverendo Terry Jones, invece, viene spontaneo, guardare alla figura del frate Marco D ‘Aviano, che pochi conoscono e, considerati i tempi che viviamo, sarebbe opportuno far conoscere al grande pubblico.                                                                                                   Marco D’Aviano è stato un grande personaggio della storia dell’ Europa: animato dal desiderio di difendere i luoghi assediati dall’ Impero Ottomano e disposto a versare il suo sangue per la difesa della fede”…

Gli fu affidato, dal Papa Innocenzo XI, il difficile incarico di ricostituire la “Lega Santa” delle nazioni cristiane,
I turchi, avevano preso d’assalto l’Austria e Vienna era circondata dagli Ottomani. I cristiani attendevano i rinforzi provenienti dalla Polonia, dalla Germania e dal resto dell’Austria.

“ La battaglia si svolse il tra 11 ed il 12 settembre e si concluse con la vittoria della Lega Santa e la ritirata dell’esercito turco. Papa Innocenzo XI proclamò la giornata “Festa del Santissimo Nome di Maria”, poi inviò la sua benedizione a padre Marco. Il Frate non ebbe altre ricompense. A Vienna padre Marco fu il personaggio più festeggiato. Attorno alla sua figura cominciarono a nascere storie di miracoli e prodigi…” (Proclamata Beato il 27 aprile 2003)

IL COMPLICATO MONDO DELL’ESSERE E DELL’APPARIRE

di Gabriella Gagliardini

Non tutto quello che appare e` frutto di verita` assolute, soprattutto in quel complicato mondo dei servizi segreti, dove il piu` delle volte occorre far apparire qualcosa diverso dalla realta` al fine di difendere lo Stato e la democrazia dai pericoli che vi ruotano intorno. Il nostro intento non vuole essere quello di svelare segreti, che devono rimanere tali, ma quello di tentare di districare matasse, apparentemente inestricabili.

Solo la nostra passione ci accompagnera` in quel misterioso ambiente in cerca di risposte che sembrano impossibili e  di una logica che e` difficile  trovare.